14 regole per creare un nome vincente

Scegliere il nome di un Brand è una delle attività più complesse che esistano a livello creativo e strategico. Perché bisogna scegliere una sola parola (al massimo un paio) che racchiuda l’essenza e la mission dell’azienda. Come farlo? Una buona dose di fantasia e pensiero laterale possono aiutare. Ma di sicuro esistono alcuni segreti che posso dare una bella mano: ecco come fare Naming attraverso 14 regole vincenti

Le tipologie di nomi

Partiamo da una classificazione. Esistono diverse tipologie di nomi, tra cui:

  • Nomi denotativi, cioè quelli che fanno capire immediatamente al consumatore qual è il settore in cui opera l’azienda e quali sono le caratteristiche dei suoi prodotti
  • Nomi connotativi, ovvero i nomi che nascono da un’associazione con il prodotto a cui si riferiscono, a livello di analogia o di suono
  • Nomi di fantasia, liberamente inventati
  • Acronimi, cioè i nomi composti dalle iniziali di una serie di nomi
  • Cognomi, nel caso in cui un Brand nasca dal cognome del fondatore

Tutte queste possibilità possono essere valide, a condizione che siano coerenti con l’ecosistema di Brand Identity. Alcune, più immediate, rimarranno subito impresse nell’immaginario del target, mentre altre, come per esempio i nomi di fantasia, richiederanno uno sforzo superiore in termini di investimenti di Marketing.

Passiamo adesso alle regole d’oro per inventare un bel nome.

Pensa al dominio e alla registrazione del marchio

Partiamo da un paio di aspetti che hanno poco a che fare con la creatività, ma che oggi sono vitali: il dominio e la registrazione del marchio.

Nel momento in cui pensi di aver trovato un bel nome, è fondamentale verificare subito che il dominio corrispondente sia libero, ad esempio su namechk.com o su whois.net. Se è occupato, meglio rassegnarsi… o preparare il borsellino!

Per ogni Paese nel quale questo nome sarà utilizzato, è poi necessario verificare che non esista già un nome uguale nel settore merceologico di riferimento. Se così non è, può essere utile registrarlo.

Evita somiglianze e facili ironie

E non solo: al di là dell’aspetto legale, è bene evitare anche somiglianze troppo accentuate. Se un nome ricorda un altro già esistente, scartalo. Allo stesso modo, se può richiamare un’espressione colorita o dare vita a facili ironie, meglio lasciarlo perdere. 

Fai ricerca

Detto questo, la base di partenza del Naming, come in molti altri casi, è la ricerca: le belle idee nascono spesso da altre ispirazioni. Prima di ideare un nome, guarda quello che fanno i competitor, leggi riviste del settore, immergiti nel linguaggio tecnico.

Disegna una mappa mentale

Dopo che ti sarai fatto un’idea di ciò che già esiste, comincia a fare Brainstorming e mettilo nero su bianco. Come? Disegnando una mappa mentale, che ti permetterà di sviluppare territori inesplorati! Scrivi al centro di un foglio i concetti sui quali ti piacerebbe puntare. Collega a questi altri termini correlati per significato, per ambito o per suono, provando a utilizzare alcuni tra gli escamotage creativi che noi usiamo più spesso in questa attività.

Muovi le lettere

Sostituire una lettera di una parola è una tecnica che può aprire strade interessanti. E così “cose” può diventare”case”; “mare” può diventare “fare”, e così via.

Fondi le parole

Dalle crasi nascono spesso i nomi più belli. Prova a unire due parole per creare una piacevole novità ricca di significato.

Punta sull’etimologia

O ancora punta su un nome di fantasia, che conservi però la radice di una parola legata a un valore chiave del Brand. Negli anni, abbiamo imparato che l’etimologia delle parole è una scienza che può offrire molti spunti a livello creativo: indagando l’origine del significato di un termine si possono aprire nuove strade creative impossibili da raggiungere senza una ricerca approfondita.

Non restringere troppo il campo

Forse si è già capito, ma noi di Ander Group preferiamo sicuramente i nomi creativi a quelli didascalici. Un nome che racconti di che cosa si occupa un’azienda non è per forza sbagliato, ma spesso corre il rischio di essere troppo descrittivo e di non emozionare. E questo può essere pericoloso in prospettiva: perché in futuro un Brand potrebbe proporre prodotti e servizi diversi rispetto a oggi, o allargare la propria offerta. E un nome troppo puntuale potrebbe delimitare troppo il campo.

Inventa un nome immediato

Oltre a raccontare i valori e la missione di un Brand, un nome bello è anche un nome facile da comunicare. Quindi semplice da pronunciare e scritto in modo immediatamente comprensibile. Fai attenzione alle “h”, alle “c”, alle “k”. Se un cliente, sentendo il nome del tuo Brand, chiedesse: “Scritto come?”, dovresti farti qualche domanda. Questo discorso vale per tutte le lingue dei mercati di competenza dell’azienda in questione: dopo avere trovato un nome, è utile verificare pronuncia, significato, assonanze e similitudini rispetto a tutti gli idiomi toccati dal Brand. 

Anche l’orecchio vuole la sua parte

Facile da comunicare vuol dire anche con un bel suono: anche l’orecchio vuole la sua parte, e un nome fluido ha molte più probabilità di successo di uno duro e cacofonico.

Sii sintetico

Sempre nell’ottica di semplificare, è meglio un nome breve e incisivo piuttosto che lungo.

Dai i numeri

I numeri possono essere un buon escamotage a livello grafico e possono servire a dare “solidità” al Brand: prendili in considerazione all’interno del tuo nome.

Attento alla freddezza

Alcune tipologie di nomi nascono già freddi. Ad esempio quelli latini, spesso aulici ma poco coinvolgenti, o gli stessi acronimi (che in qualche caso si prestano anche a qualche difficoltà di pronuncia e richiede uno spelling).

Parlane con chiunque

La fantasia è una dote di tutti. Quando stai cercando un nuovo nome, se ti capita parlane con altre persone raccontando quello che hai partorito. Chiunque può avere il guizzo vincente in grado di rendere eccezionale un’idea già buona.

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