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title: "Cos'è lo Human Centred Design: fare il sito con la certezza che piacerà ai tuoi clienti"
description: "Qual è il sito perfetto? Quello che risponde meglio ai bisogni di chi lo utilizza, cioè i clienti. La soluzione per farlo si chiama Human Centred Design: sai che cos'è?"
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[Ander Blog ](https://www.ander.group/blog)

# [Cos'è lo Human Centred Design: fare il sito con la certezza che piacerà ai tuoi clienti](https://www.ander.group/blog/come-fare-il-sito-con-la-certezza-che-piacera-ai-tuoi-clienti)

 Scritto da [Florian Anderhub](https://www.ander.group/blog/author/florian-anderhub) | 13 apr 2022

Qual è il **sito perfetto**? Impossibile rispondere in termini assoluti. Mi spiego meglio: il sito ideale per un’azienda è quello in grado di rispondere meglio ai bisogni di chi lo utilizza, cioè i suoi clienti. Certo, l’impatto grafico deve essere convincente e coerente con l’identità del Brand, ma da solo non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi.

 

### Cos’è lo Human Centred Design?

Negli ultimi tempi, qui in Ander Group abbiamo rafforzato queste convinzioni. E oggi siamo arrivati alla conclusione che, quando ci troviamo a dover fare un sito, la soluzione ideale ha un nome:** Human Centred Design**, metodologia che oggi costituisce uno dei pilastri della nostra filosofia **#PerformanceBranding**.

Progettare in ottica Human Centred significa mettere in secondo piano il gusto personale, il buon senso e gli esercizi di stile e, al contrario, lasciarsi guidare dalle** esigenze di coloro che utilizzeranno** in prima persona il sito, in particolare i clienti dell’azienda e i suoi stakeholder. Come?

 

### Coinvolgere clienti e stakeholder

In termini pratici, le peculiarità dell’approccio Human Centred sono da una parte il **coinvolgimento diretto di clienti e stakeholder** in tutte le fasi del processo di creazione del sito. E dall’altra, la continua iterazione, verifica e ottimizzazione di ogni step progettuale.

Rispetto a un sito “tradizionale”, un sito sviluppato in ottica Human Centred prevede una lunga fase di **ricerca e analisi**, durante la quale viene raccolta un’enorme mole di dati e di risposte che saranno la base di tutte le scelte future. Qualche esempio?

 

### Chi sono i tuoi clienti?

Fondamentale è innanzitutto identificare il pubblico di riferimento con l’obiettivo di profilare le **Buyer Personas**: cioè identificare le tipologie di utenti più interessate al Brand, al prodotto o al servizio fornito. Per ogni Persona saranno individuati nome di fantasia, abitudini, stile di vita, modalità di interazione con il Brand, obiettivi rispetto ai suoi prodotti e servizi. Dopo aver tracciato questo identikit, tutte le fasi successive della progettazione saranno condotte tenendo a mente queste tipologie di utente e ogni decisione dovrà essere coerente con i loro bisogni e le loro aspettative.

 

### Questionari e interviste

Sulla base dei profili individuati, può essere poi interessante condurre **questionari e interviste con un campione di clienti reali **(e anche con gli stakeholder dell’azienda). A seconda della necessità di reperire informazioni quantitative o qualitative, è possibile rivolgere loro alcune domande su aspettative, obiettivi del nuovo sito, priorità delle sezioni e dei servizi, criticità della versione precedente (se esiste), rapporto con la tecnologia e altri quesiti specifici sul settore di riferimento. 

 

### L’analisi del traffico

Soprattutto nel caso del Restyling di un sito, il punto di partenza è il passato. I dati di **Google Analytics e di Google Search Console** possono già dirci molto su come il target interagisce con il sito, sulle sezioni più visitate e sulle criticità che la versione precedente presentava.

 

### Il test di usabilità per verificare l’evoluzione del progetto

Inoltre, un **test di usabilità **può essere un altro step utile per analizzare pregi e difetti del sito esistente: per farlo, è sufficiente selezionare un campione di utenti, richiedere loro di portare a termine alcuni task e indagare tempi di riposta e difficoltà. L’ideale sarebbe poi **ripetere** lo stesso test nelle fasi successive di progettazione del sito, per capire se le criticità iniziali sono state risolte.

 

### Come sempre: guardarsi attorno

Come sempre, poi, è utile anche guardarsi attorno. Un’**analisi dei siti dei competitor**, delle loro caratteristiche e dei servizi offerti è un altro step imprescindibile. E poi, se c’è sufficiente budget a disposizione dato che si tratta di attività molto costose, può essere strategico svolgere una **ricerca di mercato** che inquadri il contesto e il mercato di riferimento.

 

### Workshop collaborativi

Dopo avere svolto tutte queste attività e aver raccolto informazioni e dati a sufficienza, sulla base dei risultati emersi comincia la progettazione vera e propria del sito, che può avvenire fianco a fianco con il cliente. Attraverso dei workshop collaborativi ravvicinati, ideali per mettere in discussione e ottimizzare di continuo ogni avanzamento, saranno definiti l’**architettura dell’informazione** del sito, cioè l’alberatura, e i suoi **contenuti** (negli anni abbiamo capito che è molto utile avere un’idea precisa dei contenuti prima di mettere mano al layout del sito per conoscere in anticipo ingombri e lunghezze!).

 

### Mobile first

E poi vengono definiti la struttura delle singole pagine attraverso la creazione dei **Wireframe**, cioè gli “scheletri” delle future pagine web, la **User Experience** e il **layout** grafico. Sempre più spesso ci capita di progettare in ottica Mobile first: cioè partendo dal Mobile, che permette di stabilire subito la priorità degli elementi della pagina grazie alla verticalità dell’impostazione della pagina e alla ristrettezza di spazio.

 

### La validazione del progetto

Tutte queste fasi sono svolte con il contributo concreto degli stakeholder, mentre i clienti possono essere coinvolti per validare la bontà delle decisioni prese attraverso un test di usabilità. Questa attività può essere svolta sottoponendo loro (e anche al cliente) un **prototipo** del sito, per evitare di portare a termine la progettazione del sito senza la certezza che sia quello più adatto ai bisogni del Target.

 

### Lo User Interface Kit

Dopo aver validato architettura dell’informazione e wireframe, avviene la stesura di uno **User Interface Kit**: cioè un documento che racchiuda le linee guida grafiche di utilizzo di ogni elemento del sito. Dagli stili dei testi al layout di tutti i moduli, fino al colore e alla forma dei bottoni.

Recentemente, abbiamo rifatto il sito di un **gruppo bancario**. In questo progetto, lo UI it si è rivelato molto prezioso: invece di disegnare tutte le pagine del sito, abbiamo lavorato a moduli. Cioè abbiamo previsto dei moduli ricorrenti che componevano le pagine del sito. Dopo aver disegnato la grafica e aver descritto le norme di utilizzo di ogni modulo nello **UI Kit**, lo abbiamo fornito ai nostri developer, che si sono occupati dello sviluppo Front-End, e infine dello sviluppo Back-End.

 

### Un investimento a lungo termine

Quello che ho descritto è un percorso che può essere lungo, complesso e apparentemente costoso, ma che alla lunga non può che portare enormi benefici: un **sito Human Centred** poggia su** fondamenta solide** e ha una validità quasi scientifica. Per questo, dovrebbe evitare interventi corposi di revisione e Restyling nei mesi successivi.

Detto questo, non si può pensare di realizzare un progetto perfetto e di non doverci mettere più mano. “Ottimizzazione”, non a caso, è una delle parole chiave delle nostra filosofia **#PerformanceBranding**: dopo aver portato a termine un progetto rispettando l’identità del Brand e le necessità dei suoi clienti finali, solo attraverso l’analisi dei risultati è possibile correggere il tiro in corsa e sistemare alcuni dettagli che possono fare la differenza.

Purtroppo non è sempre possibile pianificare tutto sulla carta, e anche progetti apparentemente efficaci e ben studiati non ottengono i risultati sperati. L’unica strada, quindi, è quella di **non accontentarsi mai** e di continuare a chiedersi in che modo si può migliorare!

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