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title: "Debora Torriani: quando il Design prende il volo"
description: "Debora Torriani è una delle colonne portanti di Ander Group. Molto determinata, seria e organizzata, e con tante cose da raccontare: ad esempio le sue 3 grandi passioni, che ci svela in questa intervista."
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# [Debora Torriani: quando il Design prende il volo](https://www.ander.group/blog/debora-torriani-design-volo)

 Scritto da [Francesca Moretti](https://www.ander.group/blog/author/francesca-moretti) | 31 mag 2019

**Debora Torriani** è una delle colonne portanti di **Ander Group**. Molto determinata, seria e organizzata, ma sempre sorridente e pronta a dare una mano ai colleghi, è una persona piena di iniziativa, con tante cose da raccontare. Ad esempio le sue 3 grandi passioni, che ci svela in questa intervista.

**Debora, quando è cominciata la tua avventura in Ander Group?**

“È iniziata nel marzo del 2012: dopo essermi laureata all’università SUPSI in Comunicazione visiva, sono arrivata in Ander Group per uno **stage di 6 mesi**. In realtà poi le cose sono andate bene e sono qui da più di 7 anni!”

**Come è stato il tuo percorso in Ander Group?**

“Ho cominciato come Graphic Designer; poi, per sfruttare la mia mente logica e organizzata, mi sono spostata sul **Project Management** e sulla **User Experience**.”

**In poche parole, oggi di che cosa ti occupi?**

“Mi occupo di rendere **fruibili e semplici da usare i siti** che realizziamo, organizzando nel modo migliore i contenuti e rendendo immediato l’accesso alle informazioni agli utenti. Nel farlo, cerco di conciliare i bisogni delle persone che navigano il sito con quelli dei nostri clienti, creando una navigazione intuitiva ma che sia coerente con gli obiettivi di Business.”

 

 

**E fuori dal lavoro, invece, che cosa ti piace fare?**

“Sul lavoro cerco di dare sempre il massimo, ma per me le mie passioni hanno una grande importanza. Ne ho tante, ma 3 in particolare: **la montagna, il disegno e il volo in aliante**.”

**Vuoi raccontarci come sono nate? Partiamo dalla montagna…**

“I miei genitori hanno una casa nel Cantone Grigioni da quando sono nata. È una casa un po’ sperduta, che si raggiunge **solo a piedi** in un paio d’ore di camminata nel bosco, oppure in elicottero, che usiamo solo una volta all’anno per trasportare le provviste. Cerco di andarci appena posso, almeno due volte al mese: andare lì mi riconcilia con la natura e compensa il grande uso della tecnologia che faccio a lavoro. Lo **stile di vita** è quello di una volta: cuciniamo sulla stufa a legna e i telefoni non prendono.”

 

 

**Passiamo invece alla tua passione per il disegno…**

“Ho sempre amato disegnare, a scuola amavo scarabocchiare durante le lezioni: disegnavo piccoli personaggi e soggetti di fantasia a cui non sapevo dare un nome. Quando qualcuno mi chiedeva cosa avessi rappresentato, rispondevo: “Dei cosini…”. Così, dopo qualche anno, è nata una vera e propria collezione de** iCosini (**su Instagram **@icosini**, *ndr*), cioè i miei disegni che nascono su carta e poi vengono **stampati su qualsiasi tipologia di supporto**, dai vestiti alle borse, dai biglietti di auguri ai quadri, dalle tazze alle cover.”

**Vuoi dirci qualcosa di più sui soggetti de iCosini?**

“In generale, amo fare due tipologie di disegni: alcuni sono dei pattern ricorrenti, spesso a tema naturalistico, che ripeto quando ho bisogno di rilassarmi. E poi ci sono altri disegni che rappresentano la mia **interpretazione di scene della mia quotidianità** e delle mie passioni: in questi, il protagonista è il **Ninja**, un personaggio che è nato in un momento complicato della mia vita che rappresenta la tenacia e la capacità di rialzarsi di fronte alle difficoltà. In quel caso il Ninja ero io, ma chiunque può esserlo quando ha bisogno di superare un ostacolo!”

 

 

**Quando trovi il tempo di disegnare?**

“Spesso la sera, magari dopo una giornata particolarmente intensa, per toccare la carta dopo tante ore al pc. E ultimamente ho cominciato a farlo anche ogni mattina, per introdurre un’abitudine positiva e svegliarmi con lo spirito giusto.”

**E infine c’è la tua passione più travolgente: il volo. Come hai iniziato?**

“Ho provato l’aliante nel 2014 quasi per gioco, ed è stato incredibilmente bello. Appena scesa, ho incontrato un pilota anziano che si è rivolto a me convinto che fossi una nuova allieva del **Gruppo Volo Vela Ticino**. Quando gli ho detto che non avevo intenzione di prendere la licenza, ha sorriso e ha esclamato: ‘Dici così perché non vedi la tua faccia!’. Questo mi ha fatto riflettere su ciò che quel volo avesse lasciato in me; e poi i tentativi di convincimento da parte dei miei amici già iscritti al Gruppo hanno fatto il resto. Così, un po’ perplessa sul poco tempo libero a disposizione e sulla complessità della scuola di volo, mi sono iscritta: dopo solo un anno, avevo il **brevetto** in mano!”

**È stata dura ottenerlo?**

“Si tratta di una **formazione seria**, con 9 materie teoriche e un esame pratico. Mi ha richiesto tanto impegno, ma stava nascendo in me una passione tale che non mi è pesato per nulla.”

**Per i poco esperti, cos’è un aliante? Come funziona?**

“Un aliante è un **aereo senza motore**, con una grande apertura alare. Per volare, viene trainato in quota da un aereo a motore, dopodiché sfrutta i fenomeni ascensionali dell’aria (o termiche, *ndr*). Volare in questo modo è una sensazione unica, il vero motivo per cui lo faccio ogni weekend: mi ha avvicinata molto alla natura, mi ha insegnato a interpretare l’aria e i suoi movimenti. O meglio, siccome l’aria non si vede, ho imparato a interpretare i segnali della natura come il movimento e la forma delle nuvole, il movimento degli uccelli e delle foglie sugli alberi. Ho la fortuna di vivere in un luogo stupendo, il **Ticino**, e il volo mi fa apprezzare appieno i suoi paesaggi, i suoi laghi, le sue montagne. Ogni luogo che vedo è un luogo che sento di aver conquistato, perché ci sono arrivata senza l’aiuto di un motore.”

**Quali parallelismi vedi tra il volo e il tuo lavoro?**

“Innanzitutto, l’importanza del** provare sul campo**. Dopo avere ottenuto la licenza di volo e il diploma all’università, non ero ancora in grado di mettere in pratica appieno gli insegnamenti che avevo ricevuto, ma ho imparato a farlo con l’esperienza, sbagliando e migliorando giorno dopo giorno. Poi, l’importanza della **pianificazione** e dell’organizzazione, cioè di avere ben chiari gli step da seguire, da verificare, da tenere monitorati. Anche se, come un volo non finisce finché l’aliante è fermo sulla pista, così un progetto non finisce finché non è stato consegnato al cliente, e il cosiddetto “ultimo miglio” è quasi sempre il più faticoso. Infine, in entrambi i casi è fondamentale guardarsi indietro, confrontarsi e fare **analisi** per capire che cosa è andato bene, che cosa non ha funzionato, che cosa modificare in vista del volo/progetto successivo.”

**Che cosa ti ha insegnato il volo?**

“Mi ha insegnato che le **priorità** vanno studiate con attenzione, ma possono evolversi da un momento all’altro e bisogna essere pronti a trovare una soluzione ai problemi anche se imprevisti, affrontandone uno alla volta. Che un problema apparentemente grande va ridimensionato se ne subentra uno maggiore. Che è necessario aspettare sempre il **momento giusto** per fare le cose, ad esempio per sfruttare una termica. Poi ho imparato che i fallimenti arrivano per insegnarti qualcosa di costruttivo. E che le **esperienze belle vanno condivise** per apprezzarle al massimo: quando ho portato mio papà in aliante è stato uno dei giorni più belli della mia vita!”

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