Marianna Barracane 05 gennaio 2022 8 min

I colori del silenzio

Vi siete mai chiesti chi fotografa gli animali sott’acqua? Chi ha così tanto coraggio da avvicinarsi ad un coccodrillo per catturarne un’espressione mentre nuota tranquillo nella
sua casa liquida? Abbiamo incontrato un fotografo appassionato ed intrepido che ci svela qualche curiosità sulle meraviglie della fotografia acquatica.

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Suggestiva ripresa del fondale del lago Cornino, Friuli, Italia

 

Incontro Davide Vezzaro, un personaggio gentile e solare che conoscevo solo attraverso gli scatti di una raccolta che ci ha mostrato la sua compagna: fotografia subacquea, mille tonalità di blu, una profondità incredibile ed anche quel pizzico di malinconia e mistero che solo gli abissi e la loro fauna possono trasmettere. Appena cominciamo a parlare delle sue foto, gli occhi di Davide si accendono. Cresciuto in Ticino, sulle sponde di laghi e fiumi, scopre il mare e le sue meraviglie da bambino, durante le estati in riviera romagnola: due settimane all’anno in cui sperimentava il mare e tutte le sue creature. Qualche anno dopo, a 17 anni, vola in Australia dagli zii che vivono non molto lontano dalla barriera corallina: cinque settimane con loro gli sono sembrate infinite e li convince a lasciarlo andare a Townsville per imparare a fare immersioni e per la prima volta vede la barriera corallina australiana.

Da sempre appassionato di fotografia, dopo qualche esperimento nei fiumi vicino casa, a 19 anni parte per la prima spedizione fotografica in Indonesia, complici i suoi amici altrettanto appassionati con i quali condivideva un metodo infallibile per sviluppare le fotografie analogiche in viaggio, senza dover aspettare intere settimane per scoprire come sono venuti gli scatti (parliamo dei primi anni ‘90): un kit portatile di sviluppo, dove un sacco di nylon
fungeva da camera oscura.

A 24 anni arrivano i primi successi, le prime vittorie nei concorsi fotografici internazionali sul tema marino. È lì che Davide comincia a crederci davvero e prendere in considerazione l’idea di finire gli studi in ambito economico ed intraprendere la professione di fotografo. Tuttavia, realizza che la strada del fotografo subacqueo non è solo fatta di soddisfazioni artistiche e grandi titoli, ma di enormi compromessi spesso poco interessanti che a lungo andare avrebbero smorzato il suo amore per quel mondo.

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Coppia di sule (morus bassanus) a caccia che si contendono una piccola preda, Isole Shetland, Scozia


Completa i suoi studi e costruisce un percorso professionale interessante in ambito economico senza mai smettere di viaggiare ogni volta che può, immergendosi nei luoghi più remoti del pianeta: dalle foreste di kelp della Tasmania, al delta dell’Okavango alla ricerca dei coccodrilli del Nilo, alle distese d’acqua dolce del Pantanal in Brasile ed in Antartide, solo per citarne alcuni.

Ad un tratto sono tornati i fiumi, i laghetti di montagna, i percorsi in acque dolci alla ricerca di nuove sensazioni, scenari e soggetti. Davide torna alle acque dolci, quelle che ha nel tempo conosciuto meglio, che nascondono colori ed animali inaspettati. Le creature del mondo sommerso sono un soggetto da lui molto amato. Le ama, le rispetta da sempre e le conosce, quindi, non le teme. Quando gli chiedo qual è il suo animale preferito, risponde: “Il coccodrillo”, come se gli avessi chiesto se fosse più un tipo da cane o da gatto. I coccodrilli sono animali pacati, interessanti, a tratti spietati, caratteristiche che gli hanno permesso di sopravvivere inalterati per milioni di anni, esseri quasi preistorici; certo, bisogna stare attenti ed averne il massimo rispetto ma ogni tanto sono avvicinabili e si lasciano fotografare in acqua come veri divi. L’acqua è un elemento che necessita di avvicinarsi al soggetto. Non è statico o incolore e per capire come fotografare sott’acqua serve infinita pazienza, conoscenza del soggetto da riprendere e voglia di sperimentare.

 

Quali sono i prossimi progetti di Davide Vezzaro?

Il primo fra tutti sarebbe quello di pubblicare un libro tutto suo, poi capire meglio come sfruttare le potenzialità del mondo digitale. A proposito di questo, abbiamo parlato della grande rivoluzione digitale dovuta alla pandemia. Il lavoro da remoto, anche per lunghi periodi, gli permetterebbe di viaggiare e fotografare più spesso, studiando le luci migliori e tutte le caratteristiche del luogo in cui si trova.

Ma il progetto più importante, al momento, è l’organizzazione del prossimo viaggio: Davide vorrebbe tornare in Africa, in Kenya, per ritrarre gli ippopotami. Per questo sta studiando un modo per avvicinare la fotocamera e manovrarla a distanza perché, a quanto pare, sono molto
più pericolosi dei coccodrilli.

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Immagine ravvicinata di un caimano (Caiman yacare), Pantanal, Brasile

 


Wanderful Take 

“Bisogna rischiare. Bisogna vivere la propria vita facendo quello che si ama ed inseguendo le proprie passioni: io sono stato fortunato, adoro la mia vita e tutti gli obiettivi che ho raggiunto ma se dovessi consigliare ad un ragazzo che sogna di fare il fotografo... gli direi di farlo, di mollare tutto e andare fino in fondo”.

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Marianna Barracane

Content Strategist in Ander Group e responsabile editoriale del Wanderful Magazine. Dopo una lunga esperienza da SEO editor, oggi si occupa di contenuti web e social per l'agenzia e per tutti i clienti.