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Perché il tuo sito ha bisogno di una landing page (che funziona)

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Emanuel Paglicci
Primo in Ticino ad aver introdotto HubSpot e la metodologia Inbound, 15 certificazioni acquisite. Contributor nel blog di SEMrush e Webintesta.it. Co-docente del corso: APF Specialista in Marketing (SMS School). Speaker e Autore del libro "I contatti servono se sai trasformarli in clienti ricorrenti" (Dario Flaccovio editore).

#genera-nuovi-contatti   #landingpage  

Ogni azienda ha bisogno di nuovi contatti commerciali: la landing page è la pagina del sito web incaricata di raccogliere informazioni relative ai visitatori interessati, che le rilasciano spontaneamente. È evidente quindi che non deve trattarsi di una pagina statica da abbandonare a se stessa ma deve funzionare. Molto bene.

In questo articolo vediamo quali sono le caratteristiche di una landing page che funziona davvero.

L'unica landing page che funziona è quella che converte

Questo significa che quando un visitatore, navigando sul sito della tua azienda, atterra su una landing page, trova la spinta giusta per lasciare i suoi dati e acconsentire a compiere l'azione che gli hai consigliato di fare. La CTA (call to action) è la "chiamata" da parte dell'azienda nei confronti del nuovo utente. Ovviamente gli inviti ad effettuare una determinata azione sono molteplici, strettamente correlati all'obiettivo che vuoi raggiungere, realizzando quella specifica landing page.

Un esempio pratico.

Stiamo per realizzare una landing page per il tuo sito aziendale. Perché?

Hai bisogno di lanciare un nuovo prodotto? Vuoi fare lead generation e quindi acquisire nuovi contatti? 

Se il modo di acquistare cambia, la comunicazione aziendale deve adeguarsi.

Stabilire a monte l'obiettivo è fondamentale perché ci permette di costruire con la giusta strategia l'intero percorso pre e post-landing page ovvero tutti i passaggi che il visitatore dovrà compiere prima di giungere alla landing page e gli step successivi a cui indirizzarlo, dopo che avrà compilato il form con i suoi dati personali.

Ipotizziamo di aver bisogno di un po' di nuovi contatti con cui fare e-mail marketing. Per invogliare il visitatore a lasciare il suo nome e indirizzo e-mail nel form della landing page, dobbiamo aggiungere valore.

Potremmo proporre una checklist o una guida riguardante un argomento per lui interessante e che quindi lo persuada a lasciare i suoi dati, ottenendo in cambio questa risorsa gratuita.

Come stabilire l'argomento di suo interesse? Questo passaggio è strettamente correlato all'identificazione precisa e puntuale del compratore ideale dei tuoi prodotti o servizi (buyer persona). Solo se proponi contenuti, e-book o altre risorse utili che risultano in linea con gli interessi del tuo target, allora le probabilità di conversione si innalzeranno.

Stabiliti obiettivo, target di riferimento e risorsa da proporre, passiamo alla creazione vera e propria della landing page. Sono diversi gli elementi da inserire, purché la landing page rimanga corta e semplice. Perché?

Il web risulta spesso opprimente, se inonda le persone di informazioni da leggere e controllare, soprattutto perché siamo sempre di corsa. Una landing page con più di 800 parole registra in media il 33% in meno di conversioni, rispetto ad una con sole 200 parole.

La landing page deve presentare pochi elementi, posizionati al posto giusto (quindi una grafica ottimale) e usare frasi semplici. Il coinvolgimento è essenziale, la sensazione che l'utente deve ricevere è di fare un affare ad ottenere quella risorsa gratis.

Landing page che funziona: esempio

Qui trovi un esempio di landing page che funziona, con una percentuale di conversione del 35,19%.
  

1. Headline: il titolo

È un'esortazione a compiere un'azione, di solito poco tecnica ma più proiettata a smuovere la parte emozionale delle persone.

Al di sotto del titolo, scrivi una breve descrizione di come utilizzare l'offerta ed evidenzia tre benefici-chiave che apporterà a chi deciderà di scaricarla. Sono sufficienti poche righe ma incisive: le persone non si aspettano di leggere una lettera, pertanto più l'operazione risulta agevolata e veloce, più otterrà successo in termini di conversioni. Il testo deve contemplare anche alcune keyword rilevanti per il business e utilizzare un tono di voce in linea con il target invitato a scaricare l'offerta (e differenziarti dai competitor).

2. Form di contatto

C'è un altro elemento fortemente caratterizzante della landing page, che è il form. Il suo scopo è di "catturare" almeno l'indirizzo e-mail. Ci sono tanti altri dati fondamentali, come il nome, il cognome, l'azienda, il ruolo, un commento o una domanda che l'interessato desidera porre. L'importante è valutare quante richieste avanzare, in base alla fase in cui si trova il visitatore. È dimostrato infatti che più aumenta il numero di campi da compilare in modo obbligatorio, più aumenta la percentuale di abbandono della pagina da parte delle persone.

Se è la prima volta che il visitatore richiede di scaricare una risorsa, meglio domandargli di lasciare solo l'indirizzo e-mail (e il suo nome). Nel momento in cui lascia il contatto e-mail e quindi diventa lead, se torna sul sito per scaricare un'altra offerta, ecco che potremo osare di più, ad esempio con il nome dell'azienda e il ruolo ricoperto. Insomma, un escalation di "confidenza" man mano che si approfondisce la relazione.

3. Immagine o video

L'aspetto visual gioca un ruolo decisivo nel creare interesse intorno ad una determinata risorsa, perché rende appetibile e irresistibile l'offerta, grazie al sapiente uso dei colori e della fotografia. Per amplificare l'effetto di attrazione, lo strumento più efficace è senza dubbio il video, se realizzato in maniera professionale e interpretato con personalità e carisma. 

Dal titolo fino al click sulla CTA, il flusso di parole che porterà la persona a compilare il form deve essere un crescendo di interesse e coinvolgimento.

Ovviamente, ortografia e sintassi devono essere impeccabili, oltre che il layout chiaro e pulito. Una landing sciatta e disordinata, non attrae il visitatore.

Una volta inviata la richiesta, si aprirà una thank you page ovvero una pagina di ringraziamento, in cui confermi al nuovo lead l'invio della risorsa da scaricare tramite e-mail. In realtà, una thank you page realizzata seguendo le best practice,  deve presentare sempre una CTA supplementare, che inviti il nuovo lead a proseguire nel percorso di acquisto, segnalando ad esempio la possibilità di iscriversi al blog oppure di scaricare un'altra risorsa, in linea con i suoi interessi ed esigenze. 

Pubblicizzare la landing page per attirare traffico

Completata la realizzazione della landing page, è il momento di promuoverla. Questo passaggio è in cima alla lista delle cose da fare: non c'è landing page al mondo che possa convertire (quindi funzionare) se non riceve traffico! Il modo più semplice per farlo, è scrivere un articolo del blog che tratti un argomento affine a quello sviluppato nella risorsa: va da sé che la CTA finale dell'articolo, si collegherà tramite link proprio alla landing page appena realizzata.

In base alla strategia di marketing pianificata, è possibile anche prevedere dei periodi di sponsorizzazione, con la realizzazione di annunci Ads specifici, ad esempio sui social.

Per questo motivo inoltre è basilare, ai fini di una maggiore percentuale di conversione, che la landing page sia ottimizzata anche per i dispositivi mobili, quindi smartphone e tablet.

Una volta curati tutti i singoli elementi esaminati fino a questo momento, solo l'ottimizzazione nel tempo permetterà di raggiungere risultati man mano crescenti, in termini di conversioni. Il consiglio è di testare sempre, concentrandosi su una sola modifica alla volta da implementare, in modo da verificare in modo inequivocabili gli effetti del cambiamento.

La landing page è tra gli strumenti-chiave della lead generation, all'interno di un strategia di inbound marketing. Vuoi saperne di più?

Perché il tuo sito ha bisogno di una landing page