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Come fermare la perdita di traffico da Google

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Pietro Soddu
Senior SEO Expert da più di 10 anni, ha lavorato su progetti nazionali e internazionali di posizionamento organico su Google. Realizza campagne di link building e cura l'ottimizzazione on-page dei siti, dalla ricerca delle parole chiavi fino alla stesura del piano editoriale.

#SEO   #genera-nuovi-contatti  

17 aprile, 2018 - 3 min di lettura

Se il tuo sito aziendale perde traffico, sia esso un blog, un sito vetrina o un’e-commerce è il caso di correre ai ripari, perché dietro la repentina o progressiva perdita di traffico c’è sempre qualcosa che non va.

Identificare la causa della perdita di traffico non è un percorso semplice, ma nemmeno impossibile. Di sicuro non si può perdere tempo addebitando la causa a motivi non meglio definiti. L’esperienza e la casistica insegnano che le perdite di traffico evidenti (improvvise o sviluppate nell’arco di settimane o mesi) dipendono da:

- Ricalcolo verso il basso del punteggio del sito nell’indice di Google: le pagine o gli articoli che portavano traffico stanno perdendo posizioni progressivamente nel tempo o in seguito a un aggiornamento particolarmente importante di Google oppure al fatto che la concorrenza sta producendo – nel tempo – contenuti migliori.

- Penalizzazione di Google: la penalizzazione può essere algoritmica o manuale. Nel caso della penalizzazione algoritmica il tuo sito ha subito l’applicazione di un filtro, come Panda o Penguin, che “riconosce” l’esistenza di pratiche scorrette o violazioni delle norme sulla qualità di Google. In caso di violazione grave la penalizzazione può essere manuale.

Presenza di malware e virus in determinate sezioni del sito, appartenenza a schemi di link, presenza di contenuto duplicato, contenuto di scarso valore, errori nella progettazione del sito. È possibile uscire dalle penalizzazioni riportando lo status del sito alla normalità.

- Errori nel rifacimento del sito: se viene rifatta la grafica del sito o questo viene sottoposto a revisioni importanti, può perdere posizioni precedentemente acquisite. Esistono degli strumenti per preservare le posizioni, ma prima di fare delle importanti modifiche sarebbe sempre opportuno verificare per quale motivo una pagina attira traffico. Lo scopo è quello di conservare i principi di una buona ottimizzazione per i motori di ricerca anche in seguito ai cambiamenti.

- Presenza di errori che impediscono una corretta indicizzazione oppure presenza di comandi che impediscono a Google di scansionare il sito, posti anche inavvertitamente.

Fermare le perdite di traffico

Prima di adottare le soluzioni tecniche, è necessario identificare correttamente la causa. Gli strumenti dei quali ci avvaliamo noi sono un mix di fiuto, esperienza e analisi tecnica.

In qualità di responsabile del posizionamento e delle strategie di traffico da motore di ricerca, mi comporto proprio come un investigatore. Non appena da noi si presenta il proprietario di un sito che lamenta la perdita di posizioni o di traffico (spesso l’una la causa dell’altra) vado a controllare rapidamente delle condizioni. Il che equivale a risolvere il caso entro le fatidiche 24 ore.

  • Status dell’indicizzazione
  • Presenza di comandi che impediscono l’indicizzazione
  • Presenza di contenuto duplicato (duplicazione interna)
  • Presenza di meta tag duplicati o errori tecnici legati al loro impiego
  • Presenza di contenuto copiato da altri siti (duplicazione esterna)
  • Presenza di malware e codice nascosto all’interno del codice HTML del sito
  • Presenza di malware in file inclusi o nelle cartelle interne attraverso analisi FTP

Quasi sempre, tranne qualche caso eclatante, la perdita improvvisa o duratura di traffico, dipende da una penalizzazione o da un ricalcolo. In tutti i casi c’entra la qualità del sito.

Se hai fatto una campagna di acquisizioni di backlink sconsiderata basata più sulla quantità anziché la qualità, è possibile che sia stato applicato il filtro di Penguin che punisce proprio l’acquisizione di link artificiali di bassa qualità, smaccatamente presi per manipolare il ranking. 

Google punisce con sanzioni di differente intensità ogni genere di abuso. Nella stragrande maggioranza dei casi la penalizzazione è algoritmica, cioè avviene per l’applicazione di un filtro. Il sito può scomparire dai risultati in alcune sezioni interne, ad esempio una pagina interna, ma essere ancora visibile per la home page.

Gli utenti rimangono sconcertanti e confusi di fronte a questi fenomeni, ma l’unica cosa da fare è indagare a fondo. Google come società non è molto prodiga di comunicazioni, anche se recentemente ha aperto canali importanti con i quali conferma o meno le indiscrezioni che provengono dalla comunità SEO.

Data la situazione non rimane da fare che prendere nota delle date di uscita degli aggiornamenti più importanti e studiare l’andamento del traffico su tool come Google Analytics, Semrush e Google Search Console.

Una volta trovata la corrispondenza tra la data dell’aggiornamento e la perdita di traffico, si inizia ad analizzare il sito, individuando tutte le aree problematiche o gli elementi di violazione delle linee guida di Google.

In caso di partecipazione a schemi di link occorre immediatamente sospendere la campagna di acquisizione di backlink, inviando a Google un file di diniego dei link, nel caso non si riuscisse a eliminarli manualmente. Se sono presenti testi duplicati occorre ideare un nuovo piano editoriale. Se le pagine sono compromesse da malware o virus occorre ripulire tutto e comunicare i risultati dell’intervento a Google.

Nel caso di problemi strutturali occorre rifare l’ottimizzazione al 110%, come diciamo noi ad Ander Group, non limitandosi al compitino, ma dando al sito una struttura super a prova di penalizzazione.

Come fermare la perdita di traffico da Google