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Ottimizzare un sito per Google

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Pietro Soddu
Senior SEO Expert da più di 10 anni, ha lavorato su progetti nazionali e internazionali di posizionamento organico su Google. Realizza campagne di link building e cura l'ottimizzazione on-page dei siti, dalla ricerca delle parole chiavi fino alla stesura del piano editoriale.

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Costruire un sito conforme alle norme di qualità di Google non è facile. Queste norme sono principalmente di due tipi:

1) Norme base per rendere il sito indicizzabile e facilmente leggibile da Google e dagli utenti

2) Tecniche avanzate per una ottimizzazione strategica volta a posizionare il sito ai vertici del motore di ricerca, segnatamente in prima pagina.

Secondo Google ci sono molte azioni che potrebbero, inavvertitamente o per colpa di un cattivo consiglio (fornito da un SEO irresponsabile), danneggiare il sito e provocarne addirittura l’esclusione da Google.

Google vuole che i webmaster e i proprietari dei siti siano onesti e prediligano la qualità. Google processa ogni giorno milioni di ricerche, questo inevitabilmente significa che il motore non è perfetto. Si affida a un crawler che indicizza e scarica le pagine e non può fare diversamente.

La possibilità di una manipolazione esiste, ma Google è un ecosistema che fa della qualità il suo pilastro fondamentale, per questo esistono le penalizzazioni, che vanno interpretate come delle vere e proprie sanzioni relative alla violazione di norme cardine. Manipolare i risultati non è reato, ma farlo con mezzi illegali come lo spam eccessivo o l’hacking può comportare delle conseguenze personali dal punto di vista penale e civile.

 

Vediamo ora da vicino quali sono i consigli da seguire per ottimizzare al meglio un sito per Google.

Cosa vuol dire ottimizzare un sito per i motori di ricerca (SEO)?

L’acronimo SEO sta proprio a significare “ottimizzazione per il motore di ricerca”. Tra questi Google occupa una posizione così dominante, che l’ottimizzazione di un sito per un motore di ricerca significa ottimizzarlo perché abbia più presenza e visibilità su Google.

I principi cardine di cui fare tesoro:

  • L’esperienza di utilizzo degli utenti (“User Experience”)
  • L’equilibrio tra le esigenze dell’ottimizzazione e quelle della soddisfazione dell’utente
  • Come coniugare la qualità con il tempo a disposizione
  • Come intervenire a livello tecnico e professionale sulle pagine del sito
  • Come evitare penalizzazioni
  • Interpretare al meglio i fattori di posizionamento per ottimizzare il sito
  • Impostare le keyword senza over-ottimizzare
  • Ottimizzare i meta-tag
  • Ottimizzare le immagini
  • Fare ottimizzazione avanzata

In questo tutorial ci occuperemo principalmente di ottimizzazione base, suggerendo quando convenga alla comprensione del testo, degli elementi di ottimizzazione avanzata.

Ottimizzare secondo principi di “user experience”

Google negli ultimi anni ha posto l’enfasi sulla user experience: in particolare all’esperienza di navigazione di qualità dell’utente. Ottimizzazione nel 2017 significa porre molta attenzione su questo aspetto. Dobbiamo chiederci: il nostro sito è abbastanza leggibile? La navigazione viene interrotta da un eccesso di rallentamento? Le pagine indirizzano verso collegamenti rotti? C’è un eccesso di pubblicità che rende quasi impossibile, se non addirittura ingannevole l’accesso ai contenuti? I contenuti più importanti sono fruibili? È facile leggere? Ci son distrazioni che rendono difficoltosa la lettura? La pubblicità è predominante?

Google pretende che a queste domande si dia una risposta e che sia improntata alle buone intenzioni. Possiamo monetizzare il sito, ma non farlo eccedendo con la pubblicità. Esistono, infatti, specifici algoritmi che penalizzano l’eccesso di pubblicità nell’area dove dovrebbe esserci il contenuto. Soprattutto se i banner o i link verso risorse esterne sono posizionati in modo subdolo, per confondere il lettore, inducendolo in errore.

Coniugare qualità con il tempo a disposizione

Se la qualità premia, vuol dire che richiede del tempo. Poco tempo a disposizione significa rinunciare in partenza a ottimizzare seguendo i principi della qualità. Se non si ha tempo, si affidi il lavoro a un professionista, perché solo la qualità paga.

Ottimizzare con interventi tecnici lato SEO

Una pagina web e un sito sono come dei puzzle, dove ogni tessera deve incastrarsi perfettamente per raggiungere l’obiettivo dell’ottimizzazione. Una pagina è formata da una parte di codice destinato al crawler, nella sezione “head” del sito e non visibile all’utente, se non sotto forma di informazioni. Una sezione “body” nella quale è presente il markup html e che costituisce di fatto il contenitore per tutta la parte testuale e multimediale. Cioè immagini e video, che vanno a corredo della pagina. Ne consegue che quando dobbiamo ottimizzare un sito per Google dobbiamo ottimizzare: la sezione head e tutto quello che è contenuto nella sezione body, cioè testo e immagini.

Ottimizzazione dei meta tag title e description

Il meta name title è una informazione fondamentale che possiamo passare al motore di ricerca: dice esattamente cosa c’è nella pagina, come una formula di presentazione. La sua importazione nel posizionamento non è mai stata scalfita nel corso degli anni e dei vari aggiornamenti, a patto che sia in linea con quanto c’è nel contenuto.

Nel caso utilizziate un sito in Wordpress, sappiate che il title tag equivarrà al titolo che avete dato alla pagina, che non va confuso in linea di massima con esso. Installando uno dei tanti plugin dedicati al SEO si può personalizzare il title. È necessario che non vi siano over-ottimizzazioni o duplicazioni.

Il meta tag description fornisce una sorta di riassunto o presentazione del contenuto della pagina. Esso compare insieme al title tag nell’estratto del sito presente nella pagina dei risultati di Google. La sua importanza sul posizionamento è dibattuta, ma Google attraverso i vari portavoce che animano la scena della SEO nei vari incontri e su Twitter, ha ribadito che esso non influisce. Ha però la sua importanza: se usiamo una descrizione accattivante possiamo invogliare gli utenti a cliccare sul nostro sito, piuttosto che su quello della concorrenza.

Il meta tag keywords era rilevante fino al 2007 o poco più tardi, ma da diversi anni esso non viene più utilizzato a causa dell’eccesso di ottimizzazione che ne aveva contrassegnato l’impiego. Google tende a svalutare quelle pratiche che finiscono per essere abusate. Se proprio dovete utilizzarlo, limitatevi a segnare due, tre keyword comunque presenti nel testo, evitando inutili elenchi.

Ottimizzazione del testo

Il testo dev’essere leggibile, originale, univoco, non copiato e nemmeno elaborato, comprensibile e di senso compiuto, privo di errori ortografici e sintattici, scritto in lingua corrente, rispettando la forma e dando corpo alla sostanza.

Per migliorare l’appeal del testo, dal punto di vista dell’ottimizzazione, è indispensabile che esso sia coerente e rilevante rispetto alla query (ricerca) effettuata dall’utente.  Tecnicamente possiamo però intervenire per dargli più valore. Come? Adottando questi piccoli trucchi.

Anzitutto posizionare le keyword-obiettivo all’inizio del testo. Attenzione: non vanno inserite in maniera sconclusionata, ricordiamoci che la coerenza è uno degli attributi che Google cerca nella pagina. Dunque si evitino elenchi forzati di parole chiavi. Un altro piccolo, ma prezioso consiglio è questo: quando digitate su Google la parola chiave principale, fatte una raccolta delle keyword secondarie e segnatevele. Dovranno essere inserite nel testo, sempre usando una costruzione logica, tanto dal punto di vista semantico, quanto da quello sintattico.

Per le parole chiavi e le frasi rilevanti usare il grassetto. Ricordatevi che la parola chiave principale dev’essere presente nel titolo dell’articolo in formato H1 (heading 1), quello più spesso e visibile. Sia gli editor di Wordpress, sia quelli di Word (Office) consentono di formattare il testo usando i “Titoli”.

Le keyword correlate e secondarie, invece, possono essere sistemate convenientemente all’inizio di ciascun paragrafo, usando il formato H2 (heading 2). I paragrafi non dovranno mai superare la lunghezza di 7-8 righe, per facilitare la leggibilità. Le parole straniere possono essere messe in corsivo, mentre i link vanno sempre sottolineati (questa impostazione, di regola, è di default).

Quando diciamo che il testo dev’essere rilevante, intendiamo che esso debba fornire reali informazioni. Il nostro testo può essere considerato di qualità, ottimizzato al meglio, se oltre ad avere applicato queste specifiche tecniche, dal punto di vista semantico e informativo aggiungiamo qualcosa di nuovo rispetto alle pagine esistenti. Oppure semplicemente forniamo più informazioni. Google premia i testi lunghi, ricchi e densi, che però non rappresentino una evitabile perdita di tempo. Guardatevi intorno: se volete posizionarvi in prima pagina non cercate magie o scorciatoie. I link in entrata possono aiutare, ma senza un contenuto di valore, almeno pari a quello dei siti attualmente presenti in prima pagina, si farà ben poca strada. Se non siete in grado di fornire informazioni di prima mano, linkate siti esterni autorevoli che le contengano.

Ottimizzazione delle immagini

Un test di ampio respiro ha dimostrato che la presenza di immagini, oltre a facilitare e accompagnare la comprensione del testo, dia anche una spinta al posizionamento. Ottimizzare le immagini è molto semplice, dobbiamo considerare due aspetti: il nome dell’immagine e il testo alternativo, che si usa in sostituzione alla stessa, qualora vi fosse un problema di connessione e il browser non sia in grado di visualizzarla.

Se stiamo ottimizzando il sito di una palestra a Lugano, una delle immagini dovrebbe chiamarsi proprio palestra-lugano.jpg. Mentre il testo alternativo potrebbe essere “palestra fitness a Lugano”. Anche in questo caso è d’obbligo l’avvertenza che non bisogna assolutamente esagerare, mantenendo una misura nell’apposizione delle parole chiavi. Una pagina zeppa di immagini tutte dello stesso nome può portare a una penalizzazione per violazione delle norme sulla qualità. Meglio usare immagini di grande formato e in HD.

Ottimizzazione avanzata: gli indirizzi (URL) delle pagine

La pagina che ottimizziamo deve essere congruente, rilevante, coerente, popolare, affidabile e condivisibile. Queste connotazioni si ottengono con un enorme sforzo sul contento, ma anche riducendo al minimo gli errori tecnici, implementando le tecniche di ottimizzazione. A partire dall’indirizzo della pagina, che deve contenere la parola chiave e avere quindi l’URL riscritta. Non indirizzi così: page?=7.html, ma piuttosto così: palestra-lugano.html – è evidente la miglioria che comporta adottare questa strategia. Aiutiamo Google a comprendere che tipo di contenuto c’è nella pagina, a partire dall’indirizzo.

Come evitare la penalizzazione quando si ottimizza un sito

Le penalizzazioni di Google possono essere inferte per i più svariati motivi, ma limitatamente all’ottimizzazione delle pagine, quasi sempre dipende da questi motivi:

  • Contenuto duplicato all’interno e all’esterno del sito
  • Duplicazione dei title tag in tutto il sito
  • Over-utilizzo delle parole chiavi nel testo, nelle immagini, nei titoli dei paragrafi
  • Un title eccessivamente lungo e ripetitivo
  • Presenza di keyword nascoste
  • Eccesso di pubblicità
  • Presenza di codici subdoli o malevoli
  • Assenza di contenuti (ovvero presenza di thin content = contenuto sottile insignificante e di scarsa qualità)

Per evitare le penalizzazioni basta semplicemente agire al contrario, scrivendo contenuti autorevoli e originali. Il consiglio che mi sento di dare è comunque questo: anziché scrivere pensando alle keyword, scrivete pensando all’argomento, alle risposte da fornire all’utente. Provate a mettervi nei panni del vostro potenziale lettore. Facilitategli al massimo la lettura, sia sul piano formale, sia su quello sostanziale, all’interno di pagine veloci da scaricare, scorrevoli, con pubblicità non intrusive, che diano risposte concrete, all’interno di una cornice di testo ben ottimizzata, con i paragrafi separati, introdotti da titoli rilevanti e nessuna ripetizione obsoleta di keyword. In questo modo avrete svolto l’ottimizzazione base in modo naturale, proprio come piace a Google, mettendovi nelle condizioni di essere indicizzati e posizionati al meglio.

Quanto costa ottimizzare un sito

Infine la domanda delle domande: se non riusciste a organizzarvi da soli e vorreste comunque dar luogo a una ottimizzazione avanzata, che vada oltre questi suggerimenti base, affidandovi a un’agenzia SEO, quanto può costare ottimizzare un sito?

La risposta è: dipende. Dipende dalla grandezza del sito ad esempio. Un e-commerce con migliaia di schede prodotto è cosa diversa da un sito vetrina aziendale, ammesso e non concesso che quest’ultimo possa posizionarsi con poche pagine. Contano anche il livello della concorrenza, il numero e la rimuneratività delle parole chiavi, per le quali ci si può aspettare un’estrema competizione (se i proprietari dei siti sono disposti a pagare Google AdWords, quasi sicuramente ottimizzare per il posizionamento organico conviene). Lo stato iniziale del sito potrebbe impegnare il SEO specialist e il team di supporto (copywriter, grafici, produttori di contenuti multimediali e programmatori) in un’opera di rifacimento globale, in alcuni casi i siti sono già largamente ottimizzati e richiedono solo delle specifiche operazioni avanzate per quella spinta in più.

Il prezzo è commisurato, come sempre, al ritorno di investimento. Bisogna calcolare che tipo di visibilità può offrire Google, in termini di numeri e di risultati, e quantificare la spesa necessaria per realizzare un contatto. L’aspetto decisamente positivo è che qui in Ander Group, per esempio, non ci limitino al semplice posizionamento, ma utilizziamo le tecniche di Inbound Marketing per minimizzare i costi, innestando dei sistemi automatizzati che limitano le spese nel tempo, mantenendo alto il ritorno in numero di prospetti trasformati in clienti.

Tattiche SEO che penalizzano il tuo sito nel 2018