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Il Family Business, colonna portante dell’economia planetaria

L’articolo qui riportato è estratto dal libro “R-Innovare il Family Business. L’intelligenza naturale dell’imprenditore come differenziale competitivo”, scritto da Alessandro Scaglione, edito da Guerini e Associati e in uscita in Italia l’11 settembre 2019

alessandro-scaglione

Alessandro Scaglione
Esperto di imprese familiari, nelle quali ha lavorato per più di vent’anni come dirigente al fianco di diversi imprenditori. Laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, ha frequentato cum laude il master in General Management al MIP, la Business School del Politecnico. Nel 2018 ha creato Consiliator, società che intende diffondere un modello fiduciario distintivo di cultura, formazione e servizi dedicati al family business.

Consiliator SRL
www.consiliator-business-advisory.com


Ogni impresa nasce e si sviluppa grazie alla visione unica e irripetibile di chi “vede ciò che altri non vedono” relativamente a un bisogno reale o indotto, in un determinato momento e contesto.

L’unicità irripetibile dell’impresa è data da quelle lenti multifocali attraverso le quali l’imprenditore filtra e combina ciò che osserva e ciò che lo stimola. Quelle lenti nel tempo si aggiungono, si tolgono, si puliscono, si perfezionano lungo una traiettoria evolutiva, una personale storia, avventura, formazione ed esperienza; alcune si stratificano mentre altre continuano ad essere intercambiabili. Tutte insieme compongono e sostengono la propensione al rischio e ne condizionano l’esercizio, che poi è l’essenza dell’imprenditorialità.

Il modello familiare è fenomeno planetario la cui rilevanza è sancita dai numeri:

  • il 70% delle imprese di tutto il mondo è familiare;
  • l’80% del PIL globale deriva da imprese familiari;
  • il 65% della forza lavoro mondiale è impiegata da imprese familiari.

In Svizzera sono familiari circa il 70% delle imprese private; in Ticino pagano l’80% delle imposte e occupano più del 60% della forza lavoro. Perfino gli Stati Uniti – solitamente associati al capitalismo delle grandi corporates – hanno un PIL rappresentato per due terzi dal family business e la più grande azienda statunitense, WalMart (famiglia Walton) ha le caratteristiche del family business.

L’impresa familiare è dunque la colonna portante dell’economia planetaria e la capacità di fare impresa si è sviluppata all’incrocio tra competenze artigianali e uso intelligente e creativo di macchine e tecnologie. Allo stesso tempo le istituzioni millenarie di Impero e Papato – che in Italia hanno convissuto per oltre 2000 anni, influenzando buona parte delle nazioni limitrofe – hanno prodotto una cultura del potere piramidale e autoritario, piuttosto che condiviso e circolare. Questa eredità condiziona oggi la comprensione dell’innovazione e delle potenzialità delle nuove tecnologie digitali, così come l’esercizio virtuoso del rischio imprenditoriale. La storia recente – caratterizzata da incertezza e da un’accelerazione dei mercati senza precedenti – ci dice che il contesto in cui siamo proiettati è soggetto a tensioni lungo diverse direttrici, che impongono al capitale dell’impresa familiare in tutte le sue declinazioni – valoriale, fiduciario, intellettuale e tangibile – di essere liquido e adattivo, affinché l’azienda possa sopravvivere, rinnovandosi continuamente e superando le trappole di quel fenomeno che va sotto il nome di “passaggio generazionale” e che – per tasso di mortalità (70% al primo passaggio e 50% al secondo) – è uno dei processi meno naturali che conosciamo.

Longevità e dimensione miliardaria sono dunque caratteristiche eccezionali dell’impresa familiare. Dei circa 60 trilioni di dollari prodotti nel 2017 dal family business planetario, le prime 750 imprese familiari hanno generato 9 trilioni di dollari, occupando circa 30 milioni di persone. Anche se l’America guida la classifica, è evidente lo spostamento crescente dell’asse economico verso l’Asia, che occupa la Top750 con quasi 100 imprese (ovvero poco meno delle imprese della Germania, considerata la culla della più avanzata cultura imprenditoriale familiare). Nel best seller del 1994 “Built to Last”, Jim Collins e Jerry I. Porrasche celebrano la longevità di impresa. Buona parte delle aziende analizzate sono imprese familiari che, a loro dire, hanno superato la prova del tempo “nonostante siano family businesses”.

Le 2 imprese familiari più longeve al mondo sono gli hotels giapponesi Nishiyama Onsen Keiunkan (fondato nel 705 d.C. e riconosciuto dal Guinness World Records) e il Hōshi Ryokan, fondato nel 718 d.C. e oggi alla 46esima generazione. Bisogna attendere il 1000 d.C. perché una famiglia italiana segni la storia con la fondazione di quella che ancora oggi è la “Pontificia fonderia di campane Marinelli” in mano alla famiglia Marinelli di Agnone, in provincia di Isernia. Nel 1141 tocca alla famiglia Ricasoli fondare la seconda più longeva azienda vitivinicola del mondo, conosciuta con l’etichetta “Barone Ricasoli”. Nel XIV° secolo nasceranno anche le cantine Frescobaldi e Antinori, tuttora in attività. Nel 1526 Bartolomeo Beretta fonda a Gardone Val Trompia la “Fabbrica d’Armi Pietro Beretta”, oggi alla quindicesima generazione.

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