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3 tattiche SEO che funzionano sempre

3 tattiche SEO che funzionano sempre
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Pietro Soddu
Senior SEO Expert da più di 10 anni, ha lavorato su progetti nazionali e internazionali di posizionamento organico su Google. Realizza campagne di link building e cura l'ottimizzazione on-page dei siti, dalla ricerca delle parole chiavi fino alla stesura del piano editoriale.

#SEO  

È quasi impossibile fare il conto degli aggiornamenti di Google. Ogni anno, ogni mese, talvolta ogni settimana il motore di ricerca viene ritoccato per fornire risultati sempre più pertinenti. Che si tratti di algoritmi, filtri, penalizzazioni manuali un giorno su Google non è mai uguale a un altro e – come dice il proverbio – chi si ferma è perduto.

Questo però non vuol dire che non esistano delle coordinate attraverso le quali orientarsi. Fattori di posizionamento che rimangono fermi nel tempo grazie al fatto che contribuiscono a rendere migliori e più affidabili le ricerche. Lo scopo di Google è quello di fornire risposte attendibili basate su contenuti credibili, che – è giusto ricordare – aiutano l’azienda proprietaria del motore di ricerca (Alphabet) ad aumentare i ricavi.

Aggiorna il vecchi contenuti per aumentare il traffico

Aggiornare i contenuti del tuo sito è fondamentale. I siti con maggiore traffico, compresi quelli aziendali, sfruttano lo strumento del blog. Attraverso il blog puoi portare dentro potenziali clienti, parlando del tuo prodotto e dei problemi che risolve. Il tuo segmento di traffico potrebbe essere interessato a notizie fresche, aggiornamenti. Ad esempio, la tua struttura turistica organizza delle offerte particolari in bassa stagione per riempire le camere in concomitanza con un evento. Non puoi non sfruttare l’occasione aggiornando il sito.

Ma in linea generale, aggiornare i contenuti è sempre positivo perché potresti scoprire che alcune pagine del sito stanno realizzando traffico, ma non abbastanza perché i contenuti sono buoni, ma non eccezionali.

Per scoprirlo ti è sufficiente utilizzare uno strumento come Google Search Console per individuare quelle pagine che sviluppano traffico potenziale (in numero di impressions, cioè di x volte in cui il sito compare nelle ricerche degli utenti), ma non click. Con questa analisi puoi sapere quindi dove intervenire a livello di contenuti, per rafforzare quelle ricerche deboli, ma promettenti. Ricorda che ormai non ha molto senso destinare pagine di poco conto a query (ricerche) complesse. Un contenuto di alto livello dev’essere in grado di rispondere a più ricerche.

Utilizza il linking interno per rafforzare pagine e articoli

L’importanza dei backlink (link in entrata) è nota. Anche se i backlink talvolta vengono stigmatizzati, per via delle manipolazioni che si possono ottenere e dei rischi connessi a queste, essi sono fondamentali per ottenere un miglior posizionamento. Forse non sai che anche i link interni concorrono a posizionare il tuo sito.

Come ricorda l’esperto Neil Patel, i link interni sono fondamentali per distribuire l’autorevolezza da una pagina verso altre pagine, allo stesso tempo definendo l’architettura e la gerarchia del sito. Personalmente, se le condizioni lo consentono, organizzo l’architettura del sito a silos, rispettando una gerarchia degli argomenti rinforzata dalla struttura dei link interni.

Ma come possono aiutare a posizionare meglio il tuo sito su Google?

Un link è un link e passa comunque del “juice”, come si dice in gergo, anche se non vale quanto un link esterno. Tuttavia, i link interni definiscono la navigazione per “argomenti”, cioè collegano le pagine per ancore sensibili.

Pensa un po’ a Wikipedia: parte della sua forza deriva propria da questa concatenazione di link per cui puoi procedere per approfondimento, da un contenuto all’altro. Naturalmente, facendo così, innalzi quelle metriche che determinano la rilevanza di un sito rispetto alla query. Se l’utente entra sul tuo sito attraverso una keyword, legge il contenuto, poi approfondisce leggendone un altro, non potrai che trarne benefici.

Anche in questo caso potrai usare Search Console per potenziare quelle pagine deboli, facendole linkare da pagine “sullo stesso argomento” o comunque affini presenti nel tuo sito.

Non è necessario linkare internamente le pagine presenti nel menù, dal momento che il link ad esse è già presente per tutta l’estensione del sito.

Non sottovalutare l’impatto dell’ottimizzazione on page

Agli esordi di Google e della SEO, il “miglior” modo per manipolare il posizionamento sull’indice del motore di ricerca, era quello di agire sui fattori di ottimizzazione on page: il testo, i titoli, i meta tag, le immagini. Ricordo che nel 2003, agli albori di questa avvincente storia, avevo un blog molto letto proprio grazie all’uso di tattiche SEO estreme. Preciso: estreme oggi. Ciò comunque non basta ad evitare le sgradevoli conseguenze di una pessima ottimizzazione.

In sostanza: benché molto della partita oggi si giochi sul piano dell’analisi delle ricerche, il SEO tecnico è ancora fondamentale.

In particolare, devi prestare attenzione a:

  1. Il meta tag title – importante perché comunica a Google, fin dall’inizio, di cosa parla la pagina in particolare. Qui va inserita la parola chiave per la quale vuoi posizionarti con quel contenuto.
  2. La meta tag description (descrizione) – anche se ufficialmente non concorre al posizionamento, la descrizione è importante perché appunto descrive con una breve presentazione l’argomento della pagina. Può influenzare il tasso di click (CTR) dal motore di ricerca. La sua mancanza viene segnalata da Google Search Console.
  3. La composizione della URL (indirizzo della pagina) – la parola chiave dev’essere presente nella URL. Anni fa ci si posizionava aprendo domini che avevano il nome della parola chiave. Oggi non è necessario ed è un inutile spreco di risorse. Crea pagine altamente ottimizzate proprio a partire dall’URL. Alla fine dovrebbe essere così: miosito.com/parola-chiave-importante/
  4. Curare i titoli H1 e H2 – con i titoli H1 e H2 puoi introdurre il contenuto in modo corretto, precedendo i paragrafi con delle parole chiavi. In genere si dice che qui debbano essere presenti delle keyword correlate, ma è necessario che la keyword principale sia comunque presente in almeno un H1. (H sta per heading cioè titolo).
  5. Ottimizzare le immagini – soprattutto devi farlo se le immagini sono una parte essenziale del contenuto e portano traffico. Sceglile di alta qualità, ma alleggerite con programmi come Photoshop, Gimp o applicazioni sul web. Che siano grandi e che effettivamente rappresentino il contenuto. Ricordati di usarle solo se distribuite con la licenza di distribuzione, altrimenti falle da te. Ottimizzale con il testo alternativo (ALT tag) e dagli un nome in linea con il contenuto, prima di caricarle e metterle online.
  6. Costruire contenuti originali – ovvero contenuti non presenti altrove. Se hai bisogno di richiamare testi e autori esperti nel campo, utilizza il link citando la fonte. Google apprezzerà.

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