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Come analizzare e monitorare il traffico del tuo sito

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Pietro Soddu
Senior SEO Expert da più di 10 anni, ha lavorato su progetti nazionali e internazionali di posizionamento organico su Google. Realizza campagne di link building e cura l'ottimizzazione on-page dei siti, dalla ricerca delle parole chiavi fino alla stesura del piano editoriale.

#userexperience   #SEO  

Monitorare il traffico del tuo sito consente di ottenere dei vantaggi notevoli: la comprensione approfondita delle dinamiche in gioco aiuta a vincere la concorrenza. Un sito intelligente (smart website) sfrutta i log analitici per trarre il meglio dalle visite degli utenti, soprattutto dal comportamento tenuto dagli stessi e dalla provenienza del traffico.

Lo strumento principe per capire come analizzare il traffico del sito e comportarsi di conseguenza è senza dubbio Google Analytics. Si tratta di uno strumento completamente gratuito, proposto da Google, il quale, una volta fatto il setup della proprietà del sito, consente di monitorare l’attività degli utenti all’interno del sito. Sia dal punto di vista storico, tornando indietro a un determinato giorno o periodo, sia per ciò che concerne l’attività in real time, nel momento stesso in cui stiamo analizzando il traffico.

Attraverso Analytics puoi scoprire da dove deriva il traffico, quali siti o parole chiavi lo generano, quanti visitatori stanno arrivando sul tuo sito, dove vanno una volta arrivati, quanto tempo trascorrono in una singola pagina. Analytics è uno strumento così potente, che se usato correttamente, interpretato in modo coerente con gli obiettivi dell’azienda, può rivelarsi una potente arma di web marketing.

Utilizzare Analytics: installare il codice di monitoraggio

Per iniziare a usare Analytics sul vostro sito è necessario aggiungere il codice di monitoraggio, che si ottiene accedendo a www.google.ch/analytics. Da questa sezione, facendo login con la vostra casella postale gmail, potete aggiungere la vostra proprietà, che corrisponde al sito. Il codice di monitoraggio si trova nella sezione Amministratore, account, proprietà. Chi utilizza un sito in Wordpress può utilizzare un plugin sostitutivo. Al posto del codice completo (in sostanza uno script) è necessario inserire solo il tracking di Google Analytics, che inizia con le lettere UA seguite da numeri.

Il codice di monitoraggio va incollato preferibilmente nella sezione “head” del sito, nella parte più in alto del markup html della nostra pagina web e naturalmente va inserito in ogni pagina che intendiamo monitorare. Esistono tecniche abbastanza semplice per richiamare il codice in ogni pagina senza doverlo sempre incollare. I plugin per Wordpress fanno esattamente questo in maniera ancora più semplice.

Una volta installato il codice, dal giorno seguente è possibile iniziare ad accumulare i dati storici che permettono di analizzare il traffico attraverso i grafici di Analytics. Ora vediamo più da vicino quali sono le variabili da tenere in considerazione.

Le categorie di rapporti di Google Analytics

Nel menu di Google Analytics, nella sezione “Tutti i dati del sito web” abbiamo 4 sezioni, ciascuna con una specifica rilevanza. Andiamo a studiarle da vicino, per capire meglio come si possono utilizzare i rapporti a nostro vantaggio.

In tempo reale – è l’area più stimolante dal momento che ci offre una panoramica completa su quanto sta accadendo nell’esatto momento in cui verifichiamo all’interno del sito. In tempo reale fornisce rapporti “in diretta” su Località di provenienza del traffico, come i paesi e le città. Le sorgenti di traffico, cioè da dove provengono gli utenti quando entrano sul nostro sito.

In questo specifico caso le opzioni sono: traffico da referral (altri siti), traffico diretto (gli utenti inseriscono l’indirizzo nella barra apposita oppure lo richiamano da preferiti), traffico organico, cioè proveniente da motori di ricerca come Google, traffico social che arriva dalle condivisioni su Facebook, Twitter e siti simili.

Nell’area contenuti Analytics ci dice esattamente quanti utenti attivi sono presenti e cosa stanno leggendo. Ci offre le visualizzazioni di pagina dell’ultima mezzora e l’attività al secondo. Nonché informazioni fondamentali sulla tipologia di dispositivo utilizzato (cellulare, tablet, pc desktop).

Se sono stati creati degli eventi o dei percorsi di conversione, possiamo verificare se gli utenti li stanno effettivamente rispettando. Un evento potrebbe essere la sottoscrizione di un form di contatto per esempio. Analytics ci dice, anche in tempo reale, se gli utenti stanno effettivamente compiendo le azioni che vorremmo fossero compiute quando visitano le pagine.

Rapporti sul Pubblico – la sezione sul pubblico contiene i dati storici sull’attività del pubblico all’interno del sito, per ottenerli è sufficiente allargare la finestra temporale operando sul calendario in alto a destra della bacheca. In questi rapporti possiamo:

  • Studiare gli utenti attivi, cosa fanno in un arco temporale da un giorno a 30 giorni.
  • Conoscere i dati demografici come l’età e il sesso delle persone che visitano il sito (il sistema è euristico, per cui acquisisce dati dalla navigazione per indovinare la fascia di età).
  • Gli interessi degli utenti: ovvero quali categorie di siti tendono a visitare, quali segmenti di mercato seguono e che tipo di interessi hanno. Ad esempio: film romantici, serie tv, shopping, vacanze, politica, musica, et cet. Una radiografia completa del nostro traffico.
  • La voce “dati geografici” naturalmente ci dice da dove provengono gli utenti, quale nazione, la città e che lingua parlano.
  • Il comportamento: sono utenti nuovi? Sono utenti di ritorno? Quante volte tornano? Che tipo di coinvolgimento genera il nostro sito nei loro confronti? Da questa statistica possiamo desumere se i nostri contenuti, in buona sostanza, sono davvero interessanti.
  • Alla voce Tecnologia scopriamo che sistema operativo usano i nostri visitatori (le varie versioni di Windows, OSX e che fornitore telefonico impiegano.
  • La voce Dispositivi mobile invece ci svela che smartphone o tablet usano gli utenti per collegarsi al nostro sito.
  • Come sezioni facoltative si possono personalizzare alcune voci e creare un benchmark per fare dei confronti con altri siti che condividono i dati.

Acquisizione – tutto ciò che riguarda il traffico, da dove proviene, come si origina appartiene alla categoria di rapporti “Acquisizione”, forse la più intrigante e certamente quella che incuriosisce di più. La panoramica ci offre un quadro completo della provenienza del traffico: quante persone sono entrate attraverso i motori di ricerca organici, quanti da altri siti, quanti diretti. Se desiderate dei rapporti avanzati sulle query immesse dagli utenti, è imprescindibile l’integrazione con Google Search Console, che si fa proprio da questa sezione.

Il comportamento degli utenti: il fattore decisivo

Analizzare il traffico del proprio sito aiuta a prendere decisioni intelligenti. Cosa fanno gli utenti quando entrano nel sito? Perché lo raggiungono attraverso queste parole chiavi e non altre? Perché abbandonano rapidamente una pagina? Nel campo della vendita le risposte diventano indispensabili per aumentare il giro d’affari. L’aspetto più interessante di Google Analytics è senza dubbio quello relativo al comportamento degli utenti: capire cosa fanno una volta entrati nel sito è un enorme vantaggio, che ci permette di raffinare al meglio le nostre landing page, le pagine prodotto, i percorsi di acquisto.

La categoria Comportamento degli Utenti merita una discussione finale a parte perché è quella che influenza maggiormente le nostre decisioni. Analizzando soprattutto il flusso di comportamento, che appare a tutti gli effetti come una infografica, riusciamo a capire immediatamente cosa fanno gli utenti quando si trovano in una determinata pagina. I grafici ci danno un’idea plastica e precisa di come il traffico fluisca all’interno del sito, identificando dei vicoli ciechi e dei percorsi che possono essere migliorati.

Vogliamo sapere dove vanno gli utenti quando arrivano in una pagina? È questo il luogo giusto per scoprirlo. In un’e-commerce tutto ciò è fondamentale dal momento che vogliamo che gli utenti aggiungano prodotti al carrello e completino gli acquisti.

Non è un caso che nella sezione comportamento riusciamo a ottenere il quadro dettagliato di “Tutte le pagine”. Quante visite, quanti minuti o secondi trascorsi su di esse, le percentuali di abbandono. Anche la parte relativa alle “Pagine di destinazione” è rivelatrice della natura del traffico del sito. Possiamo sapere dove le persone atterrano quando provengono da altri siti. Al contrario le pagine di uscita sono quelle visitate dagli utenti prima di abbandonare il sito.

La velocità del sito è diventato un elemento fondamentale. Un sito smart, intelligente, deve rispondere sollecitamente alle azioni degli utenti. Se stabilisco dei percorsi logici, questi non possono essere zavorrati da tempi di latenza eccessivi. Analytics fornisce un rapporto di velocità per ogni pagina, dicendoci qual è più lenta del normale. Se ci sono alcune pagine lente, possiamo andare a leggere la sottovoce “Suggerimenti velocità” che ci aiuta a diminuire i tempi di caricamento delle pagine.

Naturalmente non ha senso parlare di traffico da Google se non sappiamo con quali parole chiavi entrano gli utenti: possiamo scoprirlo nell’area “Termini di ricerca”. Ma con l’integrazione Search console è inutile fare affidamento a questa sezione, di per sé incompleta.

In definitiva: per analizzare il traffico del tuo sito occorre affidarsi a uno strumento gratuito e intelligente come Google Analytics. I rapporti cui possiamo attingere sono tanti e ciascuno offre una panoramica interessante per tutte le attività svolte dagli utenti all’interno del sito. Possiamo conoscere le aree forti e quelle deboli, agendo di conseguenza per migliorarle. Sia dal punto di vista della velocità, sia da quello della performance generale delle pagine.

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