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Come ottenere link in entrata

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Pietro Soddu
Senior SEO Expert da più di 10 anni, ha lavorato su progetti nazionali e internazionali di posizionamento organico su Google. Realizza campagne di link building e cura l'ottimizzazione on-page dei siti, dalla ricerca delle parole chiavi fino alla stesura del piano editoriale.

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26 settembre, 2017 - 7 min di lettura

Tra i principali fattori di posizionamento, che influiscono sul rendimento di un sito sul motore di ricerca Google, i backlink (link in entrata) rimangono ancora decisivi e fondamentali. Benché non abbiano la stessa rilevanza di una decina di anni fa, test ed esperimenti confermano che i link - insieme alla qualità dei contenuti - sono al primo posto. In poche parole: per posizionarsi e scalare la prima pagina di Google occorre che il sito abbia dei link in entrata, in quantità e in qualità che dipendono dallo stato della concorrenza e dalla natura delle ricerche (query).

Google non ha mai detto ufficialmente che per posizionarsi occorre trovare backlink perché ciò avvalorerebbe la tesi che costruirli artificialmente sia una condotta pacifica e accettabile. Ma ovviamente, interpretando a contrario le linee guida, si può inferire (confortati dall’esperienza) che i backlink rafforzano il posizionamento e in qualche modo lo costituiscono.

Perché aumentare i backlink verso il sito è tanto importante?

I link in entrata per Google equivalgono come a un voto, una citazione bibliografica. Nella mia carriera di specialist mi è stato chiesto più di una volta di spiegare come mai i link in entrata contino così tanto e perché è indispensabile, per un sito, approntare una campagna di backlink. La mia risposta non è mai cambiata nel corso degli anni, nonostante i profondi cambiamenti di Google, esemplificati nell’introduzione di algoritmi storici, seminali: i backlink rappresentano un cardine dell’interpretazione del web da parte dei creatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, che hanno alle loro spalle una formazione accademica. Come nel caso delle pubblicazioni accademiche, i backlink equivalgono al “consenso scientifico” che si forma intorno a una teoria. Più sono questi link e più influenti sono i domini da cui provengono, maggiore è l’effetto sul posizionamento.

Dal momento che le scale di valori in gioco sono logaritmiche, la quantità, in alcuni casi ristretti e in linea di massima, può sopperire alla qualità. Con questo non voglio dire che ottenere 100 link in entrata equivalga a ottenerne 10.000 se questi provengono da fonti selezionati, ma che di fronte alla realtà dei fatti, bisogna considerare che trovandoci di fronte alla concreta possibilità di ottenere pochi link, è meglio che siano buoni.

Che tipo di backlink posso ottenere per il mio sito?

La domanda è pertinente, ma anche recentemente Google ha dichiarato, attraverso uno dei suoi tecnici presenti su Twitter, che non c’è una risposta univoca, dipende dalle query. Ad esempio, nel campo del turismo potrebbe essere più importante ottenere backlink da siti di recensioni e blog o forum di viaggi, anziché dai guest post generici (articoli pubblicati su siti). In generale ottenere backlink fa bene e risulta decisivo, fintanto che non crea pregiudizio.

Se leggete in rete troverete consigli e suggerimenti di tutti i tipi, in grado di confondervi. Questo perché le persone non testano abbastanza e non fanno benchmark (confronti rispetto a un gruppo di controllo) adeguati per stabilire se una data operazione influenzi o meno il posizionamento. Nel caso dei backlink dobbiamo evidentemente stare attenti ad evitare le penalizzazioni.

Queste sono state introdotte con l’avvento dell’aggiornamento Penguin, nel 2012. Con questo algoritmo Google ha severamente punito tutti quei siti che, in violazione delle norme sulla qualità, usano tattiche di manipolazione del PageRank (l’algoritmo principale) attraverso la creazione di backlink che sfruttano i fattori di posizionamento, in modo talmente esagerato da prefigurare uno schema.

In definitiva, se fino al 2012 ottenere link in entrata era la Bibbia, oggi non è più così, bisogna andarci molto cauti. Per cui tornando alla domanda iniziale ”che tipo di backlink posso ottenere per il mio sito?”, la risposta è “di tutti i tipi, purché siano pertinenti e di buona qualità”. In caso contrario, la strada per la penalizzazione è all’orizzonte.

Link building: scegli le fonti di backlink con attenzione

Se ti metti alla ricerca di backlink su Google, noterai che le proposte non differiscono: ti parlano di iscrizione in directory, article marketing, comunicati stampa, al massimo guest post. Tutte queste tattiche sono superate o quasi. Resistono i guest post di qualità. Per cui il consiglio è di non credere affatto a ciò che si legge in certi siti. Le fonti migliori di backlink oggi passano dalla costruzione di un buon contenuto.

Cosa è il link earning e che differenza c’è con il link building

Non è un caso che si parli sempre di più di “link earning”, cioè di guadagno del link, in luogo del link building (costruzione dei backlink). La differenza apparentemente semantica ha una forte influenza nel destino del posizionamento su Google del tuo sito. Il link building è la creazione di link artificiali a favore del sito, che come effetto sortiscono la crescita dell’autorevolezza e una maggior penetrazione nell’indice di Google. La regola base di Google è che è severamente vietato costruire artificialmente link. Il fatto che funzioni non significa che Google “abbia chiuso un occhio”. Semplicemente che Google funziona attraverso sistemi automatizzati, come i crawler e i datacenter, per cui questo tipo di tattiche funzionano finché non interviene una penalizzazione algoritmica (lato Penguin) o manuale (attraverso i quality rater).

Il concetto di link earning è molto più raffinato perché invoca la necessità di creare del contenuto di qualità. Con il “guadagno dei link” abbiamo un presupposto che al contrario a Google piace tantissimo: pubblicare contenuti così buoni, così efficaci da attirare lettori, condivisioni sui social e generare link in entrata in modo spontaneo.

Ovviamente non è facile costruire questi contenuti di qualità, ne abbiamo già parlato altrove e non è il caso di tornarci. Quello che voglio solo sottolineare è che anche il link earning può essere sfruttato in modo “artificiale” per ottenere un posizionamento “white hat” (pulito e legittimo agli occhi di Google), facendo in modo che link costruiti (link building) appaiano effettivamente guadagnati (link earning)

Per Google, i link in entrata “legittimi” sono quelli che si guadagnano spontaneamente a partire da contenuti plausibili. Gli scenari che si possono prevedere sono i seguenti:

  • sito di scarsa qualità che ottieni backlink di scarsa qualità: le possibilità di cadere nella rete degli aggiornamenti Panda e Hummingbird, basati sulla qualità dei contenuti e dei siti, sono molto alte. I link di basso valore potrebbero condurre a un ricalcolo verso il basso - il sito non si posizionerà mai nelle prime posizioni di Google - se non addirittura a una penalizzazione.
  • sito di scarsa qualità che ottiene backlink di alta qualità: è questo il caso in cui Google potrebbe marcare la produzione di link artificiali. Perché mai un sito di qualità dovrebbe linkare un sito di scarsa qualità? Evidentemente c’è una manipolazione che non giustifica l’operazione. È questo il caso in cui è più facile ottenere delle penalizzazioni manuali e rientrare nella fattispecie degli “schemi di link”. Difficile far passare questi link costruiti come guadagnati.
  • Sito di alta qualità con link di bassa qualità - questa situazione è molto più rara, ma può capitare che il proprietario di un sito già posizionato, metta in atto delle operazioni automatizzate volte ad aumentare il numero di link in entrata. La penalizzazione in questo caso potrebbe colpire solo in parte le pagine linkate dai siti di scarsa qualità. È ovvio che nemmeno in questo caso, anche costruendoli artificialmente, possiamo far passare i backlink per “guadagnati”.
  • Sito di alta qualità con link di qualità pari o più alta - è in questo specifico caso che possiamo far passare i link costruiti per guadagnati ed è quello che facciamo qui. La base è costruire un sito di qualità, perfetto dal punto di vista dell’ottimizzazione, senza alcun errore, veloce, stabile, navigabile, ricco di contenuti che ottengono traffico da Google e che sono in grado di fornire risposte agli utenti, generando visite di valore. Viste legate a specifiche ricerche di nicchia, che registrano una permanenza dei visitatori, interazione, commenti e condivisioni. Il segreto per ottenere questo tipo di risultato è costruire contenuti precisi, di nicchia, dettagliati, che forniscano effettive risposte agli utenti. Una volta che arrivano visitatori, che si creano le condizioni per definirlo di qualità, attraverso l’adozione di un piano editoriale prestabilito, i link in entrata ottenuti (qualunque sia l’operazione messa in atto per ottenerli) non sembreranno più forzati e artificiali, perché il sito è talmente buono da meritarli.

    Il concetto di guadagno e merito dunque, sebben fatto passare per una scorciatoia, ci porta alla strada maestra del posizionamento su Google. Tenete conto che questo sistema FUNZIONA, abbiamo decine di case history a dimostrarlo, perché parte da una ricerca delle keyword attenta, pianificata, dettagliata. Può sembrare il proverbiale segreto di Pulcinella, ma il punto è che in tanti pensano di non avere troppo tempo per creare contenuti significativi prima della campagna di backlink. Personalmente raccomando sempre ai nostri clienti di non pensare minimamente ai link se il loro sito non è meritevole di ottenerli. E il merito lo valuto sulla qualità dei contenuti.

Come ottenere link in entrata di qualità?

Anzitutto bisogna costruirli con pazienza per fare in modo che appaiano del tutto guadagnati. A giustificarli, come detto poc’anzi, dev’essere la bontà dei contenuti e del sito nel suo insieme. Questo, oltre a metterci al riparo da sgradite sorprese, ci consentirà di guadagnarne in modo spontaneo aumentando di parecchio le nostre possibilità su Google. Prima spazio ai contenuti, all’ottimizzazione on page, a una ricerca delle parole chiavi certosina, a un piano editoriale. Solo dopo si passa alla fase due: ottenere i backlink. Google non ama le crescite inusuali se non giustificate da eventi straordinari, ad esempio che vi linki un sito come Repubblica e riceviate un botto di traffico.

Le opportunità di backlink migliori vengono dalla nostra nicchia di riferimento. Se possediamo un sito turistico, ad esempio un bed and breakfast nei dintorni di Lugano, dovremmo sforzarci di produrre del contenuto interessante per i servizi turistici integrati. Nessuna persona sana di mente va in vacanza in un posto perché gli piace un particolare albergo o bed and breakfast: si va in vacanza nei posti. Pertanto fornire all’utente informazioni sui luoghi da visitare, le attività da svolgere è molto importante. In più questo consentirebbe al proprietario del bed and breakfast di scrivere una mail ai proprietari dei siti di questi servizi. Importante è stabilire prima una relazione, anziché chiedere a freddo un link.

Scrivere bene di un servizio, di un luogo, aiuta a ottenerlo spontaneamente. Evitate gli scambi link e soprattutto tutti quelli che consentono di aggiungere il vostro link a un sito, come una directory, senza alcun controllo editoriale. Sono i peggiori.

Tenete traccia delle richieste che avete fatto, in modo da avere un report completo.

Un altro sistema è quello dei guest post. Google interviene a sminuire le pratiche di link building abusate, sapendo benissimo che i webmaster e gli specialisti SEO mettono in atto delle manovre di manipolazione. Chiedete di scrivere un articolo in un sito appartenente alla vostra categoria tematica o nicchia di riferimento, assicurandosi che sia di qualità. In calce al sito inserirete il vostro nome del dominio, linkandolo in modo da ottenere benefici.

Qualunque sia la tattica utilizzata, è importantissimo non lasciare tracce che denuncino la forzatura artificiale. Uno degli errori comuni è quello di costruire backlink che appartengono chiaramente a uno schema, una matrice. I backlink dovrebbero apparire guadagnati, meritati e naturali.

  • Se stai creando dei guest post, cerca di non farlo in modo troppo naturale: usa nomi diversi come autore del testo.
  • Non usare lo stesso testo dell’articolo, o comunque lo stesso tipo in tutta la rete. Non usare la stessa descrizione del sito.
  • Se stai costruendo link da directory, riduci il numero a un pugno. In Italia le directory autorevoli quasi non esistono più e avere link in entrata da esse è il viatico per una penalizzazione.
  • Scrivi guest post su siti della stessa categoria o con una categoria tematica.
  • Scrivi guest post in grado di ricevere traffico
  • Cerca siti che hanno collegamenti rotti verso siti inesistenti che parlano dell’argomento del tuo sito e chiedi loro di riparare il link inserendo il tuo sito.
  • Scrivi del contenuto efficace, linkando risorse gratuite, e raggiungi tutti gli autori che hai citato via mail, avvisandoli dell’imminente uscita dell’articolo che cita anche loro.

Quali backlink sono cattivi e conviene evitare

  • Link provenienti da siti con pagine di scarsa qualità, con contenuto sottile e di scarso peso (300 parole).
  • Link provenienti da siti che non producono traffico e non danno alcuna utilità ai lettori come directory, article marketing, siti di guest post zeppi di riempitivi o costruiti solo allo scopo di ottenere backlink artificiali.
  • Link da commenti spam messi qua e là nei blog.
  • Link a centinaia basati sulla parola chiave principale.

In definitiva, che si costruiscano o si guadagnino, i backlink devono passare dalla qualità. Se desideri avere una consulenza SEO per una campagna di backlink autorevole e redditizia scrivici oggi senza impegno.

Tattiche SEO che penalizzano il tuo sito nel 2018