Blog

Indicizzare un nuovo sito su Google

21-indicizzare-un-nuovo-sito-su-google.jpg
author

Pietro Soddu
Senior SEO Expert da più di 10 anni, ha lavorato su progetti nazionali e internazionali di posizionamento organico su Google. Realizza campagne di link building e cura l'ottimizzazione on-page dei siti, dalla ricerca delle parole chiavi fino alla stesura del piano editoriale.

#indicizzazione   #genera-nuovi-contatti  

23 ottobre, 2017 - 5 min di lettura

Quando si crea un nuovo sito uno dei primi pensieri che abbiamo in mente è se esso raggiungerà abbastanza visitatori da essere letto. Questo processo può essere organizzato attraverso una campagna di posizionamento, basata sulla creazione di contenuti di valore, che consentano l’accrescimento dell’autorevolezza del dominio nel tempo. Ma un sito nuovo è nuovo anche per i motori di ricerca come Google.

Come abbiamo già spiegato nell’articolo sull’indicizzazione di un sito, questa comincia attraverso il crawling. Google utilizza una versione proprietaria di Chrome per scansionare il web, scaricando tutto ciò che ritiene utile o riesce a trovare. L’indicizzazione è come un percorso ad ostacoli, che possono essere rimossi in modo semplice, adottando delle misure adeguate. In questo articolo, anziché focalizzarci sul percorso di indicizzazione tout-court, affrontiamo il problema dell’indicizzazione di un nuovo sito.

Cosa significa indicizzare un nuovo sito

Un nuovo sito pone dei problemi differenti da un sito esistente. Non essendo indicizzato, non compare in alcuna ricerca di Google, nemmeno quando digitiamo il nome per esteso. Questo fattore che può apparire “misterioso” o “incomprensibile” ai profani, dipende semplicemente dal fatto che lo spider di Google non è ancora passato sul sito. O se è passato, non ha potuto indicizzarlo. Nel caso dei siti nuovi è quasi sempre una questione di tempo. Però si può facilitare e addirittura “imporre” a Google, sempre che i contenuti siano meritevoli e non ci siano impedimenti di tipo tecnico.

Indicizzare un sito nuovo significa farlo comparire nei risultati di Google, per ricerche più o meno disparate. Il sito è indicizzato in tutto o in parte, quando compare su Google digitandone il nome. Il posizionamento è un passo ulteriore: avviene quando digitiamo una parola chiave relativa a un servizio, un prodotto, una informazione di qualsiasi tipo ed essa compare sui risultati del motore di ricerca, senza dover digitare il nome del sito.

L’indicizzazione avviene attraverso un procedimento molto semplice, ma che spesso sfugge ai non addetti ai lavori. Google impiega un BOT, un software che simula il comportamento umano, per scandagliare la rete, attraverso un procedimento di crawling.

Il crawling permette al BOT di Google (Googlebot) di andare di sito in sito, seguire i link e i percorsi, scaricare i testi e i contenuti multimediali, insieme al codice. Attraverso il crawling, Google si scarica una versione del web propria, all’interno dei suoi potenti data center. L’indicizzazione, in buona sostanza, è la raccolta e l’organizzazione di tutti questi dati raccolti, che vengono catalogati secondo un indice di pertinenza. Da qui il termine “indicizzazione”. Per entrare nell’indice di Google è sufficiente che si crei un collegamento nella rete, chiamato hyperlink, in qualche punto affinché Google lo segua (follow) e decida di inserire il sito nel proprio indice.

Per un sito vecchio questo processo è naturale e più semplice. Essendo un sito conosciuto, da tempo si sono formati, in modo spontaneo o manuale, dei link che riprendono il sito e che quindi favoriscono l’indicizzazione. Ma nel sito nuovo, che non ha pubblicato null’altro che le pagine originarie, il discorso si fa più complicato.

Se nessun link lo cita e il sito non pubblica nulla, può accadere che Google semplicemente lo ignori. Le cause per la mancata indicizzazione possono essere tante e gravi, ma quando siamo di fronte alla novità è spesso questo il motivo per cui Google “non si accorge di nulla”. L’esperienza ci suggerisce che questa casistica è più frequente di quanto si pensi. Questo per vari motivi: i webmaster e i proprietari dei siti, non vedendo traffico, abbandonano l’impresa proprio nel momento in cui potrebbero essere indicizzati. Oppure utilizzano tecniche di pubblicazione e accorgimenti non proprio ortodossi, che non rispettano le linee guida di Google.

Come far indicizzare il sito appena nato

Per farlo indicizzare, fortunatamente, esistono dei metodi suggeriti da Google stesso, che vi invitiamo a seguire. Sempre tenendo presente il fatto che se possedete un blog, “prima o poi” Google lo indicizza grazie alle dinamiche di pubblicazione.

Crea una sitemap XML – il protocollo Sitemap XML è accettato da tutti i motori di ricerca. Si tratta, come suggerisce il nome, di una mappa del sito in formato XML. Comunica direttamente con il motore di ricerca, dicendogli quali pagine sono presenti nel server. La sitemap può contenere delle informazioni rilevanti riguardo alla priorità delle singole pagine, nonché il periodo nel quale i contenuti in media vengono aggiornati o pubblicati. Così facendo possiamo far tornare Googlebot periodicamente sul nostro sito, per indicizzare o aggiornare pagine nuove.

Se si possiede un blog in Wordpress oppure un sito normale costruito con la stessa piattaforma CMS è sufficiente scaricare il plugin Google XML Sitemap. Questo plugin genera una sitemap dinamica che si aggiorna ogniqualvolta creiamo un contenuto, richiamando lo spider di Google. Per un sito nuovo è fondamentale perché una volta creata, manda un ping in direzione degli spider che quindi vengono attirati sul sito.

Se non state utilizzando Wordpress o dei CMS (ciascuno possiede di moduli aggiuntivi, che prevedono l’installazione della sitemap), potete usare questo utile strumento online che la genera. Una volta scaricata, essa va caricata nella root del server dove è presente la pagina index del nostro sito.

Aggiungere il sito a Google Search Console (ex Webmaster Tools)

Una volta generata la sitemap possiamo comunicarla a Google, abbreviando ulteriormente i tempi di indicizzazione. Il motore di ricerca ci consente di farlo attraverso un’interfaccia comoda e immediata come Google Search Console. Basta aggiungere un sito inserendo il nome completo con http://www e recarsi nella sezione “Scansione”, nel menu di destra, cliccando su Sitemap. Come in figura. Una volta aggiunta la sitemap aggiornare e attendere.

sitemap-google.jpg

Se il sito non è ancora indicizzato dopo qualche ora, si può comunque comunicare direttamente con Googlebot accedendo, sempre da Scansione, al comando “Visualizza come Google”. Lasciando vuoto il campo dell’URL si fa recuperare e visualizzare l’intera pagina. Questo strumento è pensato per verificare lo stato del sito, in particolare le differenze tra come lo vede Google e come lo vede l’utente, ma richiamando Googlebot può di fatto consentire l’indicizzazione rapida.

visualizzacomegoogle.jpg

Utilizzare lo strumento add url di Google

Infine Google mette a disposizione uno strumento ancora più semplice e immediato. Dal momento che esistono i metodi sopra elencati, questo singolo tool può sembrare inutile o persino ridondante, ma non costituisce affatto un problema. Basta inserire l’URL del sito e cliccare, tenendo a mente che Google potrebbe non onorare questa richiesta, se il sito viola pesantemente le linee guida o non vi siano i presupposti per una corretta indicizzazione. Prima di inviare è necessaria cliccare su “Non sono un robot”.

addurlgoogle.jpg

Altri metodi di indicizzazione

Oltre a questi, che sono i principali esistono altri metodi più o meno validi. Uno è quello di aggiungere Google Analytics nelle pagine del sito. Essendovi un codice di monitoraggio da verificare, chiamando Google per farlo si generano i presupposti per l’indicizzazione.

Un altro metodo è quello di inserire l’indirizzo del nuovo sito sui propri profili social come Facebook, Instagram, Google +, Linkedin, YouTubee Twitter. Questi social network sono estremamente autorevoli e vengono indicizzati quotidianamente da Google, per cui basta semplicemente aggiornare la propria bacheca, una volta inserito il collegamento al sito, che Google prenderà nota del link per seguirlo. Questa tipologia di indicizzazione è molto naturale e consente di ottenere un risultato certo nel giro di pochissimi giorni, anche poche ore.

I social network si possono usare anche per condividere i contenuti. Se avete delle immagini, utilizzate un account Pinterest per condividerle. Se avete pubblicato un nuovo post, utilizzate lo strumento di condivisione di Facebook.

Per quanto riguarda i blog si può usare Feedburner, lo strumento di gestione del tool RSS prodotto da Google. Ogni sito in Wordpress produce il feed XML all’indirizzo (www.nomesito.com/feed/), ma se volete accelerare l’indicizzazione potete usare questo strumento di Google, che comunica in tempo reale con il motore di ricerca “avvisandolo”, insieme alla “sitemap”, dell’avvenuto aggiornamento del sito.

Indicizzare attraverso il link building

Il link building è quel processo di acquisizione dei link in entrata (backlink) che servono a migliorare il posizionamento su Google. Stiamo parlando perciò di operazioni avanzate, che non è obbligatorio svolgere all’inizio. Tuttavia, se si crea un sito con l’intento di trovare traffico, visitatori, potenziali clienti, allora il posizionamento sui motori di ricerca e l’ottimizzazione (SEO) sono fondamentali.

Grazie alla SEO in genere si ottiene un’indicizzazione al 100% di tutti gli elementi presenti sul sito. Soprattutto si ottiene l’indicizzazione secondo delle parole chiavi cercate dagli utenti che rappresentano il target ideale per il traffico. Una campagna di backlink assicura al sito autorevolezza e citazioni: Google trova i link nei siti dove sono stati guadagnati o inseriti e attribuisce un punteggio. Mentre lo fa ovviamente segue tutte le pagine collegate a quel link, permettendo una indicizzazione in profondità.

Tattiche SEO che penalizzano il tuo sito nel 2018