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Rifacimento di un sito web: la checklist da seguire

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Pietro Soddu
Senior SEO Expert da più di 10 anni, ha lavorato su progetti nazionali e internazionali di posizionamento organico su Google. Realizza campagne di link building e cura l'ottimizzazione on-page dei siti, dalla ricerca delle parole chiavi fino alla stesura del piano editoriale.

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11 novembre, 2017 - 6 min di lettura

Quando si decide di rifare completamente il design di un sito è opportuno prendere alcune precauzioni. I cambiamenti, se radicali, possono influire sull’efficacia del sito pregiudicandone la capacità di conversione del traffico o di visibilità sul web. Le aziende spesso si trovano alla necessità di rifare il sito, questo perché il design, esattamente come la moda, evolve seguendo dei gusti che fanno rapidamente invecchiare i siti.

L’invecchiamento della grafica rende palese il mancato aggiornamento del sito e ciò comporta l’inevitabile conseguenza che anche il business collegato al sito appare superato e quindi poco affidabile.

Al rifacimento poi si collegano delle esigenze tecniche: il web design recepisce i mutamenti dei linguaggi di scrittura e di codifica delle pagine web, che si sviluppano secondo schemi abbastanza noti, con continui miglioramenti allo scopo di ottenere più fluidità, appeal e funzionalità.

Dieci anni fa, per esempio, i siti realizzati in flash erano all’ultima moda. Avevano appeal, comunicabilità, fantasia. Ma la tecnologia ormai è desueta e anzi ne viene deprecato l’uso.

Può capitare anche che il sito non rispecchi i valori dell’azienda, sia stato realizzato senza alcun sentimento o coinvolgimento emotivo, tanto che sembra non appartenere alla stessa e a ciò che essa rappresenta, al di là del richiamo al marchio.

Il rifacimento di un sito web è un lavoro importante, che chiama in causa diverse risorse. Partecipano alla fase di progettazione e produzione il team grafico, il web designer propriamente detto, il copywriter, il programmatore e il SEO specialist. Il team grafico deve tradurre in immagini ed effetti visivi ciò che richiede l’azienda.

Il web designer deve collegare l’armamentario grafico al markup in HTML attraverso i fogli di stile, conferendo il tocco di personalizzazione a tutte le aree del sito. Spesso lavora in tandem con il programmatore o il webmaster esperto di linguaggi e script, per fare in modo che le funzioni richieste siano attivate correttamente. Il copywriter deve fornire i testi e indicare chiaramente che tipologia di contenuti servono per le pagine.

Il SEO specialist deve salvaguardare il posizionamento, sovrintendo alla fase di “passaggio” dal vecchio sito al nuovo, per evitare perdite di traffico.

I passaggi da seguire per evitare problemi e mettere in atto una transizione morbida e senza rischi, sono i seguenti.

  • Anzitutto è fondamentale fare un backup completo dei contenuti e delle pagine fisicamente presenti nella cartella. Questo ci consente di evitare imbarazzi nel caso in cui la transizione andasse male. Possiamo sempre rimettere il vecchio sito in pochi minuti, rimediando ad eventuali mal funzionanti.

  • La fase di sviluppo non può avvenire sul vecchio sito, ma va creato un ambiente di sviluppo parallelo, come un server di lavorazione, sul quale si testa il materiale grafico e il funzionamento. Il passaggio da lavorazione a produzione avverrà solo quando saranno stati ultimati tutti i test e le verifiche.

  • Il SEO specialist deve controllare le posizioni del sito su Google, lo stato delle pagine e dei redirect, avendo cura di segnare tutte le eccezioni, le regole che dovranno essere confermate nella versione rinnovata. Deve segnare tramite report quali sono le pagine che ricevono più traffico, identificando insieme al web designer, gli elementi grafici che ne determinano il successo (come ad esempio la presenza di una landing page, di una call to action, di un’immagine particolare).

  • Fare un’analisi completa del sito attuale segnalando tutto ciò che non va bene e che si deve modificare in termini di funzionamento e aspetti grafici.

  • Creare una timeline di rifacimento del sito credibile, che rispetti il lavoro di tutti. In casi come questi si creano delle dipendenze lavorative, nel senso che il lavoro del webmaster o del programmatore può dipendere dal team grafico e viceversa. Le tappe di rifacimento devono rispettare i tempi, compresi quelli morti, quelli relativi ai test e al brainstoming, nonché le inevitabili perdite di tempo che si generano nel rimbalzo tra un team e l’altro e il cliente. Anche la squadra più efficiente può trovare ostacoli e intoppi.

    Se il sito è grande e l’azienda ha molte aspettative, il lavoro può richiedere anche 6 mesi. Mai determinare delle costrizioni di tempo che risultano inattuabili e che scatenano frustrazione nel team di sviluppo. Se si promette un tempo di consegna troppo breve, si rischia di consegnare un prodotto raffazzonato, che non funziona bene, con un enorme pregiudizio arrecato all’azienda.

  • Mai far partecipare il committente alla fase di sviluppo. Una volta che ha visto il mockup iniziale non dev’essere più coinvolto fino alla consegna, altrimenti si intromette e chiede cambiamenti che non erano previsti o che pure sono già in fase di sviluppo.

  • Identificare tutti i punti deboli del sito. Talvolta il rifacimento è necessario perché la tecnologia adottata non consente di sfruttare appieno i contenuti o le campagne di inbound marketing. In questa fase è opportuno segnalare gli inconvenienti e approvare le modifiche da fare per la nuova versione.

  • Il web design è come la moda, funziona per standard, proprio come il web intero. I siti si uniformano a standard che spesso corrispondono a tendenze oppure all’utilizzo di linguaggi approvati da consorzi, come il W3C che determina gli standard. Il web design ha delle tendenze, come detto, che vanno rispettate per non apparire “datati” e “invecchiati” prima ancora di andare online.

    Nella nostra esperienza lavorativa abbiamo spesso assistito a siti “nuovi”, appena “rifatti”, che in realtà adottavano delle tendenze grafiche abbondantemente superate. È opportuno verificare cosa sta facendo la concorrenza, soprattutto quella più forte che domina la scena. Il web designer dev’essere a conoscenza degli standard utilizzati di recente e insieme al programmatore devono offrire il meglio della tecnologia e delle sfumature grafiche in voga nell’ultimo periodo.

  • Verifica il marchio e come esso viene presentato sul sito. Analizza se le scelte fatte fin lì possono essere ripetute, senza sacrificare l’appeal. Verifica l’attendibilità del font, se ti sembra che sia superato proponi all’azienda una nuova soluzione. Se il logo è inevitabilmente vecchio e contrasta con il “look & feel” del sito, è necessario un re-design.

    L’azienda non può fare da sola: il team grafico deve proporre una gamma di soluzioni che rispettano le necessità del web design e che possono incontrare il gusto del proprietario del sito. Se state rifacendo il sito per conto vostro, valutate tutte le soluzioni. Non è assolutamente detto che il logo utilizzato per anni sui volantini, possa andare bene per il web.

  • Privilegiare sempre il contenuto. Il copywriter e il SEO specialist (o il web content marketing specialist) devono imporsi su questo punto. Il sito deve poter mostrare il contenuto, perché esso è fondamentale per ottenere traffico e mantenere un bond con l’utente, il consumatore, il cliente più affezionato. Se il committente richiede un sito con delle soluzioni grafiche eccessive, che trascurano il contenuto, gli dev’essere fatto presente.

L’importanza della fase di test

Testare è importante, per questo motivo è indispensabile operare all’interno di un ambiente di sviluppo sicuro e quanto più possibile aderente al web. I siti moderni devono essere responsive, cioè leggibili e navigabili senza difficoltà dai tablet e dagli smartphone. Durante la fase di sviluppo va testato ogni aspetto: dal funzionamento degli script, a quello delle slide grafiche, dall’eventuale carrello per gli acquisti ai form di contatto. Un aspetto da non trascurare è la compatibilità con tutti i browser.

User Experience e User Interface

Dal punto di vista dell’usabilità il nuovo sito dovrebbe rappresentare un passo avanti rispetto al vecchio e quantomeno essere in linea con la concorrenza più evoluta. Il sito deve recepire tutte le modernizzazioni avvenute nel frattempo, rispettando i principi cardine della UE (user experience ovvero esperienza dell’utente).

In particolare:

  • Il sito dev’essere orientato all’obiettivo che si vuole raggiungere: se stiamo rifacendo un e-commerce è necessario privilegiare il percorso di acquisto.

  • Non devono essere presenti collegamenti rotti e vicoli ciechi.

  • Non bisogna sovraccaricare il sito di immagini, suoni, video, animazioni, pubblicità e testi. Bisogna mantenere un equilibrio per evitare inutili distrazioni.

  • L’utente deve avere delle opzioni chiare, ma limitate. Troppe scelte finiscono per distrarlo.

  • Non bisogna esagerare con il contenuto, benché esso sia rilevante ai fini del posizionamento su Google o per creare fidelizzazione con il cliente. Non sono ammesse soluzioni grafiche che privilegiando eccessivamente il contenuto, fanno apparire il sito come una sorta di lenzuolo bianco (wall of text).

  • Non utilizzare simboli e immagini che possono confondere.

  • Non nascondere pagine che non possono essere raggiunte, mentre nel menù vanno sempre inserite le pagine più importanti che riteniamo siano utili

  • Rispettare l’omogeneità grafica da una pagina all’altra per non generare nell’utente un sentimento di spaesamento.

  • Non mandare in produzione un sito con contenuti raffazzonati, pieni di refusi ed elementare errori grammaticali e ortografici.

  • Rimuovere le ripetizioni, mantenendo il sito compatto.

  • Organizza il contenuto in sezioni come le categorie e collega gli articoli attinenti.

  • Minimizza al massimo il numero di clic che deve effettuare l’utente per andare da una sezione all’altra.

  • Non usare banner se non si vedono nel formato mobile.