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Social Media: le tendenze del 2018

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Emanuel Paglicci
Primo in Ticino ad aver introdotto HubSpot e la metodologia Inbound, 15 certificazioni acquisite. Contributor nel blog di SEMrush e Webintesta.it. Co-docente del corso: APF Specialista in Marketing (SMS School). Speaker e Autore del libro "I contatti servono se sai trasformarli in clienti ricorrenti" (Dario Flaccovio editore).

#socialmedia   #genera-nuovi-contatti  

A partire da questo 2018, c'è una sola macro-tendenza per i Social Media, a cui le aziende proiettate verso il digitale dovranno far fede: decidere di crescere o cancellarsi in modo definitivo. Non è più tempo di temporeggiare, di essere neutrali, di rimanere passivi. È il momento del cambiamento.

Questo perché innanzitutto, l'utilizzo dei Social Media è in calo, nel suo complesso. Si tratta solo di pochi punti percentuali ma comunque sintomatici di un distacco da parte di una tipologia di clientela.

In particolare, sono i più giovani che ormai prediligono la messaggistica istantanea (come WhatsApp) e che per forza di cose riducono quindi il tempo di permanenza sui profili social. Questi dati sono tratti dall'Infinite Dial 2018 ed evidenziano che in America, l'utilizzo dei social media è sempre cresciuto in modo costante negli ultimi 9 anni (in media del 7.7%) mentre quest'anno è in calo del 4%.

In particolare, il calo ha riguardato Facebook, per 3 ragioni in particolare:

  1. Un pesante calo della fiducia da parte delle persone
  2. La polarizzazione delle opinioni degli americani e la forte negatività degli animi, a seguito delle ultime elezioni presidenziali
  3. Il cambiamento dell'algoritmo e una leggera ma incalzante noia nell'utilizzo di questo network, che ha spinto alcune persone a prediligere Instagram ad esempio o, i più giovani, Snapchat.

Come abbiamo visto quindi, a parte una perdita di flusso di circa 3 punti percentuali a favore di WhatsApp e Messanger, quel che è cambiato nello scenario dei Social Network, è la distribuzione dei follower: se fino allo scorso anno, Facebook deteneva lo scettro del potere, oggi alcuni target di utenti scelgono di "abbandonarlo" per piattaforme che sentono più affini e che meglio rispondono alle loro esigenze.

È il caso di Snapchat per i più giovani, come già sottolineato, ma anche di Instagram (che passa dal 34% di utilizzo al 36%) e di Pinterest (dal 30 al 31%) che spopolano grazie alla predilezione sempre più evidente delle persone nei confronti delle immagini.

Cresce il cosiddetto dark social che, a dispetto della traduzione letterale dall'inglese, non significa in questo caso oscuro ma piuttosto nascosto. Abbiamo già accennato alla messaggistica istantanea ma rientrano in queste attività di comunicazione anche le e-mail, i forum di discussione e ogni altro canale di passaparola "specifico e mirato", che risulta invisibile sui social network. 

Il dato che però stupisce in maggior misura è il calo, addirittura del 50%, delle condivisioni dei post. Una soluzione immediata a questo problema sembrava fosse il ricorso agli Influencer. Le persone amano seguire i loro idoli, del mondo sportivo, fashion, musicale o cinematografico che sia, adorano conoscere il loro pensiero sugli avvenimenti che accadono e trarre ispirazione dal loro vissuto.

Il problema però sorge nel momento in cui, i tanti influencer che si vantavano di avere un nutrito seguito di ammiratori, ad un certo punto si rivelano meno trasparenti e affidabili che in partenza e gli scandali che li hanno colpiti, hanno avuto pesanti ripercussioni sul brand da loro sponsorizzato.

C'è infine un ulteriore aspetto da prendere in considerazione, quando parliamo di un possibile declino dei Social Network: la battuta d'arresto degli annunci sponsorizzati.

Questo è accaduto perché:

  • le persone ormai sono immuni ai messaggi pubblicitari, che diventano invisibili ai loro occhi
  • esiste la possibilità di scaricare un software per il blocco degli Ads e le persone lo utilizzano sempre di più.

Come affrontare i nuovi trend sui Social Media per il 2018

Questi dati a dimostrazione del fatto che:

  1. Le aziende devono prendere una posizione chiara e decisa per quanto riguarda la loro presenza sui Social Network, in particolare scegliendo quello più frequentato dal proprio target di clientela e focalizzando su quel canale la comunicazione, veicolando i contenuti migliori e più accattivanti per l'audience di riferimento.
  2. Le persone sono sature di informazioni e inondate dalla marea di post che le sommergono, nel momento in cui aprono la home di un Social. Scelgono allora di frequentare solo la piattaforma in linea con i propri interessi e per questo motivo, le condivisioni hanno subito un calo netto, perché sono, a monte, più selezionate e meno "di massa".

Questi segnali di declino che il mondo dei Social Media ci sta comunicando, cosa significano in realtà? Che le piattaforme si svuoteranno presto e che le aziende rimarranno senza pubblico? Ovviamente no, per lo stesso motivo per cui non potremmo mai vivere soli, senza relazioni affettive, lavorative e rapporti sociali. Il punto della questione è che il mondo dei Social Media sta attraversando una fase di forte cambiamento, a favore della qualità delle risorse e della selezione dei contatti. 

Qual è dunque la best practice per l'azienda che affronta il passaggio al digitale e deve essere visibile sui Social per i propri follower?

Cambiare prospettiva. Se fino allo scorso anno, il motivo di essere presente sui Social era per raggiungere grandi numeri di engagement, oggi la visibilità dell'azienda passa prima di tutto attraverso il traffico organico, guadagnato grazie ad un'efficiente strategia di marketing e il lavoro in ottica SEO.

Dopo aver raggiunto l'azienda attraverso il motore di ricerca, il potenziale cliente la ritroverà e la seguirà sul canale Social più congeniale e che ha più senso per le sue necessità.

Infine, è tempo di decidere se crescere e diventare superiori rispetto ai Competitor oppure di abbandonare la partita.

Le persone sono affette ormai da shock dei contenuti (content shock) come lo ha definito Mark Schaefer: troppe notizie, troppe informazioni da leggere e un'attenzione sempre più limitata da parte delle persone. Ciò che di meglio l'azienda può decidere di fare in questo momento di trasformazione, è di costruire un ponte tra i suoi obiettivi di business e i bisogni e i desideri dei suoi consumatori e dei suoi prospect.

Punti di contatto multipli, che partono da un serio lavoro di ottimizzazione SEO, passando per sito web, e-mail marketing e approdando sui Social Media con la consapevolezza di trasportare solo contenuti specifici e interessanti agli occhi del proprio target (e non di tutti i frequentatori in generale).

Questo si tradurrà inevitabilmente in un minor numero di click ma in un potenziato livello di engagement. Clienti appartenenti ad una cerchia più ristretta dunque ma più coinvolti e disponibili -di conseguenza- all'ascolto. 

Un'altalena continua e reciproca, di ascolto e proposta, tra l'azienda e il singolo; una relazione che si sviluppa, evolve e si consolida nel tempo lungo il percorso che porta alla risoluzione dei problemi del consumatore e che ha come meta la sua soddisfazione e fidelizzazione da parte dell'azienda.

Un'esperienza dell'utente che non è più ai giorni nostri "solo" di acquisto ma assume il valore di una crescita e un arricchimento reciproci, anche attraverso i Social Media.

Social Media le tendenze del 2018